Possono le fonti alternative sollevare le popolazioni povere dal proprio disagio? In che modo?
Detta così appare un’affermazione ai limiti della follia. Considerando ad esempio un impianto fotovoltaico, già molto caro per un abitante dell’Occidente ricco ed opulento, per un cittadino del terzo mondo diventa soltanto un miraggio.
E in effetti la situazione non può essere esaminata in maniera cosi semplicistica.
Ma valutiamo attentamente come stanno le cose. Le grandi metropoli dei paesi ricchi consumano fiumi di corrente elettrica, e debbono essere continuamente alimentate da grandi impianti che ne garantiscano l’afflusso.
Il piccolo villaggio africano o del sud-est asiatico, è un agglomerato di abitazioni, magari nemmeno in muratura. Un insediamento che non ha particolari esigenze energetiche, o spesso non ne ha per nulla.
Qualche rara lampadina per rubare qualche istante all’oscurità e nulla di più. E spesso e volentieri trasportare l’elettricità in zone isolate diventa difficoltoso e particolarmente dispendioso. Per paesi che spese folli proprio non possono permettersele.
Ma pensate a cosa potrebbe significare per una piccola realtà essere raggiunta dalla corrente elettrica.
In primo luogo l’elettricità permette di non essere dipendenti dalle ore di sole per le attività quotidiane, significa poter disporre magari di bevende fresche, di conservare i medicinali, utilizzare la radio per informarsi, o il telefono per le telecomunicazioni.
Certo esistono situazioni di disagio profondo dove è il cibo a mancare, e la corrente elettrica in questi casi risulta un lusso superfluo. Ma a volte, laddove non si muore di fame, si rimane comunque ancorati a una vita di stampo medievale.
Abbiamo presente cosa potrebbe fare il fotovoltaico in una delle piccole realtà sopra descritte? Sicuramente molto piuù di ciò che immaginiamo. La particolarità di questa fonte è quella di essere a costo zero dal momento in cui entra in funzione: produce senza particolare manutenzione, è garantita almeno per vent’anni. Certo i costi iniziali li dovrebbero coprire le autorità statali locali oppure operatori esteri. Ma il progetto non sembra campato in aria, ma più che realizzabile.
Anzichè soffocare le economie del Terzo Mondo, le multinazionali straniere potrebbero trovare mercato e sicuri guadagni vendendo il fotovoltaico, magari in maniera agevolata, ai Governi di questi paesi in un ottica di cooperazione e solidarietà.
Qualcuno lo sta già facendo, ma sarebbe importante che queste iniziative si moltiplicassero.
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