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Progetto Desertec, creata la società che impianterà l’energia solare nel Sahara

Costituita a Monaco di Baviera la fondazione per lo sfruttamento energetico dell’assolato deserto nordafricano

http://admin.italiaabc.it

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Il deserto è da sempre il luogo inospitale per eccellenza, l’arida distesa di sabbia infuocata dove è quasi impossibile reperire acqua e dove soltanto tenaci popolazioni nomadi riescono a sopravvivere.
L’uomo ha colonizzato praticamente ogni ambiente, domato anche i freddi artici, ma di fronte al deserto si è spesso dovuto arrestare, sopraffatto dal calore e dalle tempeste di sabbia.
Ma l’epoca moderna è l’epoca dei grandi sconvolgimenti, e tutto quello che poteva essere un punto fermo fino a ieri, può oggi essere messo tranquillamente in discussione. E oggi in un luogo dove fanno fatica ad ambientarsi piante e animali, si trova una risorsa preziosissima da sfruttare.
Il calore del sole nel deserto del Sahara è un calore raro nel suo genere, capace di raggiungere punte di 5o gradi centigradi. Il sole irradia con un intensità considerevole per tutto l’anno.
Se l’Europa deve fare i conti con la nuvolosità e il sole malato dei mesi invernali, nel Sahara la potenzialità dell’energia solare è davvero altissima. Per questo è nata  la decisione di avviare un progetto ambizioso per lo sviluppo dell’energia solare in questi luoghi. Un progetto denominato Desertec, il primo tentativo organizzato di rendere possibile questa prospettiva, dopo anni di semplici illazioni. La matrice di Desertec è tutta tedesca.
L’ambizione del consorzio di 12 aziende del settore dell’energia rinnovabile è quella di arrivare a coprire gran parte del fabbisogno di Medio Oriente e Nord Africa, e addirittura il 15% dei consumi complessivi europei.
Un’ipotesi campata in aria? Assolutamente no. Un’ipotesi verosimile indicava che un quadrato di solare termodinamico con una superficie pari a quella della Lombardia, potrebbe fornire energia sufficiente all’intero pianeta.
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Raggiunto il picco del petrolio. Il momento delle fonti rinnovabili è arrivato

http://www.lultimopapa.it/

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Già nell’immediato dopoguerra si pronosticava l’esaurimento dei giacimenti petroliferi entro la fine del secolo.
Poi gli eventi hanno spostato questa data, principalmente grazie alla scoperta di nuovi giacimenti.
Disegnando un grafico che indica l’utilizzo del petrolio sul pianeta, si visualizza una curva in costante crescita a partire dalla fine dell’Ottocento ad oggi, salvo gli anni delle crisi petrolifere.
Ebbene oggi sembra che il picco sia stato raggiunto, gli utilizzi del petrolio attuali sono gli stessi del 2004 e, a detta degli studiosi più eminenti, da questo momento inizierà una discesa costante fino all’esaurimento definitivo delle scorte.
Negli anni 70 vennero scoperte fonti di approvigionamento tali da garantire greggio per molti anni.
Oggi nonostante si continui a trovare petrolio, specialmente sotto il fondale marino, non si riesce ad invertire la tendenza poichè la quantità di combustibile fossile scoperta è inferiore ai consumi attuali.
A detta degli esperti si potrà prolungare la vita utile dell’oro nero soltanto scegliendo di estrarlo da fonti particolarmente costose, che in ogni caso faranno lievitare il valore di mercato.
Ma, in buona sostanza, che il picco arrivi oggi o fra 10 - 15 anni, sembra che ormai il momento di rivolgersi completamente sembra arrivato. E partire già da oggi è più che mai fondamentale.
Le quote mondiali di produzione da fonti rinnovabili sono inferiori al 10% del totale e la loro crescita è un elemento strategico nei prossimi anni. Secondo studi recenti sembra che paghi maggiormente la costruzione di grandi centrali piuttosto che ottenere micro - risparmio dai singoli utenti.
In questa situazione appare chiaro che debbano giocare le loro carte il solare termodinamico a concentrazione e l’eolico kitegen.
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Solare termodinamico: in Australia centrale da 250 MW e in Italia una mozione per metterlo al bando…

http://www.nilosicilia.it

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Sul valore del solare termodinamico ormai non esistono più dubbi.
Lo dimostrano gli studi e ormai lo stanno dimostrando i fatti.
Oggi la Spagna, un paese industrializzato che per economia e territorio assomiglia molto all’Italia, ha scelto decisamente questa via costruendo centrali che in pochi anni copriranno il fabbisogno di centinaia di migliaia di utenti. Centinaia di migliaia.
E oggi un rapido ragionamento potrebbe far capire molte cose.
Oggi in Italia si rilancia in maniera estemporanea il nucleare, e l’idea è di partire con la costruzione di 4 centrali situate in 4 specifiche zone d’Italia. Ci basti pensare che se le aree che verranno occupate da queste installazioni venissero impiegate per la costruzione di impianti termdinamici avremmo rese magari leggermente inferiori, ma potremmo godere di energia per centinaia di migliaia di persone completamente pulita. Per non parlare della ’svalutazione’ di un territorio su cui viene costruita una centrale nucleare.
Nel nostro paese addirittura viene presentata al Senato una mozione contro il solare termodinamico, che a detta dei promotori richiederebbe ‘costi esagerati in rapporto agli ampi spazi che richiede una centrale di questo tipo’.
La stessa mozione richiede di dirottare le risorse destinate a questi progetti verso altri progetti energetici, nucleare compreso.
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