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Arrivati al momento in cui dovrebbero essere selezionati i siti per gli impianti, tutti si tirano indietro. Chi vuole realmente il nucleare in Italia?
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Qualche mese fa, la notizia del ritorno all’atomo da parte dell’Italia ha raggelato il pubblico degli ambientalisti e preoccupato gran parte della nazione. Da subito si è parlato di identificare entro i primi 6 mesi i siti adatti alla costruzione di reattori, sparsi qua e là per lo stivale. Ma questa prima fase sembra già abbastanza complessa.
Perchè se l’impianto di pannelli solari è possibile da Bolzano a Ragusa, non si può certo dire la stessa cosa per un’installazione nucleare. Una centrale deve anzitutto trovare gli spazi sufficienti, non proprio contenuti. E sopratutto deve essere collocata in una zona a basso rischio sismico e certamente distanti dal rischio di potenziale calamità naturale.
Insommanon è possibile permettersi un terremoto con una centrale sul territorio colpito.
Scremate le varie possibilità, si è arrivati quantomeno a definire le regioni che hanno una spiccata propensione ad ospitare i siti previsti dalla legge del ritorno all’atomo. Che sono 3 a quanto pare: la Puglia, la Sardegna, il Veneto.
Ma proprio qui nascono i problemi. Perchè i rispettivi governatori, di provenienza politica diversa, hanno promesso in forme diverse che non permetteranno di costruire reattori sui propri territori.
E la situazione appare già abbastanza complicata, perchè i tempi per l’identificazione dei siti stringono e l’Italia dimostra nella pratica di non essere un paese aperto alla svolta nucleare.
Il sospetto che per ragioni politiche si stia posticipando ogni decisione in merito è forte.
L’idea di affrontare il malcontento delle comunità locali sembra avere spinto il Governo centrale a congelare la situazione.
Una buona notizia per il futuro dell’energia rinnovabile nel nostro paese? Forse.
I fatti dimostrano che la tecnologia nucleare sta subendo forti rincari negli ultimi anni. E’ di dominio pubblico la decisione del Governo canadese di sospendere la costruzione di un nuovo impianto a causa di costi aumentati a dismisura rispetto al preventivo di spese iniziale.
E a peggiorare la situazione arriva oggi uno studio dell’eminente MIT, che elegge il gas naturale fonte di energia più conveniente, decisamente meno onerosa del nucleare in fatto di costi.
Stanno quindi venendo al pettine molti nodi. Certo, il nucleare si dimostra energia sulla carta vantaggiosa, anche se a volte del Continue reading L’Italia vuole veramente il nucleare?
Un’inchiesta shock di France 3 rivela un nucleare con molti lati oscuri e probabili situazioni di contaminazione
 http://burestop.free.fr/
La notizia dello scafo carico di fusti colmi di scorie inabissato vicino alle coste vicino alla Calabria, ha sensibilizzato in maniera particolare la popolazione sul tema della contaminazione da materiali altamente tossici per la salute.
France 3 è il canale del servizio pubblico statale, a particolare vocazione regionale e culturale.
Il servizio televisivo mandato in onda dalla televisione transalpina quest’anno, ha provocato un terremoto perchè ha gettato un’ombra sinistra sul nucleare francese e la sua gestione.
Ecco il filmato, questa è la prima parte. Cliccate per visualizzarlo.
Uranio - Lo Scandalo della Francia contaminata Prima Parte
Come si sa l’atomo produce scorie, ovvero materiale di scarto che a seconda delle caratteristiche presenta livelli di radioattività più o meno elevate. Le scorie più pericolose, poichè fortemente radioattive e pericolose, devono essere stoccate in siti appositi che le isolino dall’esterno impendendo qualsiasi fuoriuscita.
Parte delle scorie invece presentano livelli di radioattività bassa o praticamente inesistente, e questo materiale è stato per anni frantumato, ridotto in sabbia e utilizzato per la realizzazione di terrapieni, stadi, strade, parcheggi.
Tutte le zone in cui il materiale è stato utilizzato, accumulato per anni e anni, a quanto pare mostrano una realtà ben diversa da quella che si pensava. A quanto pare in queste zone i contatori Geiger segnano livelli di contaminazione di circa 60-100 volte superiori al normale.
Ma non solo. Sul territorio francese erano attive almeno 200 miniere di uranio sulle quali sembra sia stato adottato un colpevole lassismo, in particolare sul tema dei controlli sulla salute dei minatori che vi lavoravano.
Alcuni territori a sospetta contaminazione nel paese sono stati recintati e chiusi alla popolazione, senza una precisa giustificazione. Tutte notizie che se confermate darebbero i brividi.
Le riflessioni che scatena questa notizia sono importanti.
La Francia è un paese moderno, democratico, altamente industrializzato, con un’economia solida. Non vi sono motivi per ritenere che abbia trattato il tema del nucleare con superficialità. Eppure, sembra che sia accaduto proprio questo.
Pur con tutta la fiducia di questo mondo, in Italia potrebbe verificarsi qualcosa di simile.
Sul fondo delle nostre acque giace una nave colma di scorie radioattive, quando il nostro paese l’atomo era messo al bando per Continue reading La Francia contaminata dalle scorie?
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