Una riflessione sul nostro paese e sulle reali possibilità di raggiungere gli obbiettivi del pacchetto Energia sottoscritto dai paesi membri dell’Unione Europea.
L’Italia è un’entità variegata che affronta in maniera completamente differente le situazioni. E’ l’Italia dei comuni, dove in ogni località si assapora una cucina diversa e si vivono tradizioni diverse.
Oggi è questo paese così pieno di sfaccettature a perseguire un’obbiettivo importante come quello dell’aumento della quota dell’energia prodotta da fonti rinnovabili sul totale che, secondo i dettami dell’accordo 20 20 20 per l’Italia dovrà assestarsi al 17% circa. Un bel balzo in avanti. In considerazione del fatto che questa quota oggi supera di poco il 5%.
Esaminando le realtà locali si scoprono situazioni profondamente differenti, con esempi virtuosi e situazioni in cui le fonti rinnovabili stentano ancora a decollare.
Le due regioni montane di Val d’Aosta e Trentino Alto Adige sembrano vicinissime ad un futuro contraddistinto dalle sole energie pulite, principalmente in ragione dell’abbondanza d’acqua e di un settore idroelettrico già ampiamente sviluppato.
Ma nelle stesse regioni crescono nuove opportunità come le biomasse e l’energia geotermica.
Un buon voto si può assegnare anche alle Regioni Meridionali come la Puglia, regina italiana dell’eolico, unitamente alla Basilicata e alla Calabria che vivono una fase di sviluppo collegata all’utilizzo di energie alternative.
Ma in molti stanno rimanendo indietro.
Come l’Emilia Romagna, la Liguria ed il Lazio, i cui territori molto popolati sono ancora poco dotati di impianti collegati al rinnovabile e al momento non sembrano avere le carte in regola per un pronto sviluppo.
Si stima che in ogni caso conseguentemente ai target posti per il 2020, i rapporti di forza del rinnovabile in Italia cambierebbero e porterebbero la Lombardia e il Piemonte ai vertici.
La situazione che comunque si prospetta è quella di un paese che reagirà in tono minore alla sfida propostagli e a stento arriverà ad ottenere questo fatidico 17% e forse nemmeno arriverà al risultato.
Emerge un’assoluta trascuratezza dell’energia solare che anzichè essere proposta come soluzione di massa in un paese molto assolato, rimane più che altro come la somma di molte iniziative isolate.
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