I paesi dell’Europa settentrionale si consorziano per la creazione di una rete elettrica di grandi dimensioni che colleghi i grandi impianti delle energie alternative
L’Europa è per ora la zona del mondo che maggiormente percepisce l’importanza della rivoluzione verde dell’energia rinnovabile. Il Nord Europa in particolare. E proprio in questi giorni Germania, Gran Bretagna, Francia, Danimarca, Belgio, Olanda, Irlanda, Lussemburgo e Norvegia hanno siglato uno deegli accordi piu interessanti per il futuro delle energie verdi.
Parliamo della proposta di costruzione di una rete elettrica organizzata che colleghi i grandi impianti mossi dalle fonti rinnovabili disseminati sui territori dei paesi che hanno ratificato l’accordo.
Perchè a quanto pare le reti elettriche nazionali di questi paesi sembrano non essere adatte ad essere collegate a gran parte di questi impianti, per cui un progetto d’insieme potrebbe ovviare a questo problema.
Un progetto mastodontico, da 30 miliardi di euro in un decennio.
E così a breve verranno unite le sorti di tutti questi paesi, con vocazioni energetiche diverse, tramite potenti cavi ad alta tensione.
Verranno allacciati i numerosissimi impianti fotovoltaici in Germania con i grandi parchi eolici del Nord Europa, che oggi sono le più promettente fonte di energia in campo.
Si stima che in Gran Bretagna entro il 2020, il 70% dell’energia verrà prodotta per mezzo del vento. Un’ipotesi forse un pò ottimistica, ma che probabilmente non si discosta molto dalla realtà.
Il progetto a vocazione multinazionale, segue idealmente Desertec, la prima esperienza di energia rinnovabile condivisa da più nazioni. In quel caso si parlava di un consorzio europeo per la produzione di energia solare del deserto del Sahara.
Soltanto una domanda è lecito porsi. Perchè l’Italia non è presente in queste iniziative?
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