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Il 60% degli italiani contrario al nucleare. E 7 su 10 voglio le rinnovabili.

http://www.zeusnews.it/

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Poco tempo fa il Governo aveva di forza rimesso l’Italia sui binari del nucleare, dopo oltre 20 anni dal referendum che aveva messo fuori gioco la presenza di centrali nel nostro paese.
L’operazione era stata giustificata in vari modi.
Il nucleare avrebbe il potere di rilanciare l’economia, di tagliare drasticamente i costi energetici.
E poi la sensiblità degli Italiani sarebbe cambiata dal referendum, indetto in un periodo in cui la tragedia di Chernobyl avrebbe pesato in maniera decisiva sull’esito del voto.
Oggi si è detto che la maggioranza degli Italiani è favorevole al nucleare.
Oggi si è detto che gli Italiani considerano il nucleare una forma di energia sicura, e forse sono persino disposti a vedersela costruire di fronte al balcone di casa.
Niente di più falso. Almeno a quanto afferma un sondaggio indetto da un istituto di ricerca qualificato che non si è limitato a suppore quale fosse il sentimento attuale sul nucleare. Ha preso a telefonare alle persone, e ha posto una semplice domanda.
Lei è favorevole o contrario al nucleare?
E il risultato è stato abbastanza netto. Il 60% a risposto no.
E alla domanda: è favorevole alle fonti rinnovabili? La risposta è stata si per il 70%.
La situazione sembra così chiara, cosi lampante: gli italiani vogliono un paese che non si guardi dietro le spalle ma che punti diritto al futuro con l’energia pulita.
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Le compagnie elettriche italiane parlano la lingua del rinnovabile

http://img.archiexpo.it

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La storia dell’energia italiana ha vissuto varie fasi.
La prima fase è stata una fase di monopolio statale.
Il comprato energetico italiano, per gli alti costi e per la necessità di essere gestito in maniera ‘globale’ su tutto il territorio, è stato affidato totalmente allo Stato, che ha detenuto il controllo del settore per oltre quasi mezzo secolo.
Grandi enti (Eni per gli idrocarburi ed Enel per l’energia elettrica) fra gioie e dolori hanno scritto la storia del nostro paese in questo campo.
Il 1999 è stato l’anno della svolta, quando il decreto Bersani liberalizzò il mercato dell’energia e determinò un reale terremoto che da una parte passò attraverso la privatizzazione delle industrie monopoliste e dall’altra attraverso l’ingresso di nuovi operatori del settore, anche stranieri.
Se in principio il monopolio è vissuto ben oltre il 1999, dal momento che i nuovi organismi nati dalla privatizzazione vantavano comunque un vantaggio competitivo, determinato da un ‘avviamento’ consistente, col tempo il meccanismo si è messo in moto e la liberalizzazione vera e propria ha potuto decollare definitivamente-
Oggi viviamo una terza fase, se possibile ancora più interessante delle prime due.
Già perchè l’energia se è stata importante negli anni del dopoguerra, quale ‘motore’ del miracolo economico, oggi è diventata un settore strategico per tre fattori fondamentali: l’esaurimento progressivo ma irreversibile del petrolio, lo sviluppo esponenziale delle fonti rinnovabili, la necessità di proporre alternative energetiche in relazione alla problematica delle emissioni di CO2 e del surriscaldamento globale.
Lo strumento più azzeccato per capire verso quale direzione sta andando l’energia in Italia è il web.
Possiamo iniziare un’interessante panoramica, soffermandoci sui siti internet delle principali compagnie energetiche italiane.
A cominciare da ENI S.p.A., la creatura del mai dimenticato Mattei, che oggi è un’industria privata a partecipazione statale.
Se dalla home page, passiamo alla sezione innovazione e tecnologia, ci rendiamo conto di quanto l’azienda, per quanto legata ad un passato ed un presente ‘petrolifero’, oggi è attenta e pronta a lanciarsi nel mondo delle fonti rinnovabili.
Passiamo ora ad ENEL S.p.A., la storia dell’elettrica in Italia e delle grandi industrie idroelettriche. E anche in questo abbiamo la piacevole sopresa di imbatterci in ENEL GREEN POWER, la divisione di ENEL totalmente dedicata alle fonti rinnovabili, con progetti attivi nel solare, nell’eolico, nell’energia geotermica e nelle bio-masse.
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Il riciclaggio come fonte di energia

Riciclaggio dei rifiuti - VIDEO
Oggi le nostre energie si sprecano alla ricerca di nuove tecnologie energetiche capaci di garantire efficienza e liberarci definitivamente dalla dipendenza dal petrolio.
Un obbiettivo non semplice da conseguire che sicuramente necessita di un impegno deciso e congiunto da parte di tutta la comunità mondiale.
Unitamente alla ricerca di nuove forme di energia l’umanità oggi è impegnata in un’altra lotta, altrettanto seria, che riguarda il surriscaldamento globale e la riduzione delle emissioni di CO2 nell’atmosfera. Un’argomento di ungente rilevanza, perchè si teme che se non verranno adottate le misure adeguate il fenomeno del rialzo della temperatura del pianeta diventerà irreversibile.
Per non parlare del problema dei rifiuti, tristemente noto in Italia, che sta diventando terribilmente serio in tutto il mondo.
La società consumistica continua a produrre materiali di scarto che non riescono più ad essere smaltite adeguatamente dalle discariche. La soluzione degli inceneritori, d’altro canto, appare ancora permeata da troppi dubbi.
In uno scenario del genere potrebbe essere messa in atto in maniera seria una misura, che contribuirebbe a conseguire risultati apprezzabili in ognuno di questi campi.
Stiamo parlando di una pratica che in Italia, seppure promossa costantemente, ancora stenta a trovare una concleta applicazione.
Stiamo parlando della raccolta differenziata e del riciclaggio.
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