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L'Italia vuole veramente il nucleare?

Arrivati al momento in cui dovrebbero essere selezionati i siti per gli impianti, tutti si tirano indietro. Chi vuole realmente il nucleare in Italia?

http://geograficamente.files.wordpress.com/2009/10/sitinucleari.jpg

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Qualche mese fa, la notizia del ritorno all’atomo da parte dell’Italia ha raggelato il pubblico degli ambientalisti e preoccupato gran parte della nazione. Da subito si è parlato di identificare entro i primi 6 mesi i siti adatti alla costruzione di reattori, sparsi qua e là per lo stivale. Ma questa prima fase sembra già abbastanza complessa.
Perchè se l’impianto di pannelli solari è possibile da Bolzano a Ragusa, non si può certo dire la stessa cosa per un’installazione nucleare. Una centrale deve anzitutto trovare gli spazi sufficienti, non proprio contenuti. E sopratutto deve essere collocata in una zona a basso rischio sismico e certamente distanti dal rischio di potenziale calamità naturale.
Insommanon è possibile permettersi un terremoto con una centrale sul territorio colpito.
Scremate le varie possibilità, si è arrivati quantomeno a definire le regioni che hanno una spiccata propensione ad ospitare i siti previsti dalla legge del ritorno all’atomo. Che sono 3 a quanto pare: la Puglia, la Sardegna, il Veneto.
Ma proprio qui nascono i problemi. Perchè i rispettivi governatori, di provenienza politica diversa, hanno promesso in forme diverse che non permetteranno di costruire reattori sui propri territori.
E la situazione appare già abbastanza complicata, perchè i tempi per l’identificazione dei siti stringono e l’Italia dimostra nella pratica di non essere un paese aperto alla svolta nucleare.
Il sospetto che per ragioni politiche si stia posticipando ogni decisione in merito è forte.
L’idea di affrontare il malcontento delle comunità locali sembra avere spinto il Governo centrale a congelare la situazione.
Una buona notizia per il futuro dell’energia rinnovabile nel nostro paese? Forse.
I fatti dimostrano che la tecnologia nucleare sta subendo forti rincari negli ultimi anni. E’ di dominio pubblico la decisione del Governo canadese di sospendere la costruzione di un nuovo impianto a causa di costi aumentati a dismisura rispetto al preventivo di spese iniziale.
E a peggiorare la situazione arriva oggi uno studio dell’eminente MIT, che elegge il gas naturale fonte di energia più conveniente, decisamente meno onerosa del nucleare in fatto di costi.
Stanno quindi venendo al pettine molti nodi. Certo, il nucleare si dimostra energia sulla carta vantaggiosa, anche se a volte del Continue reading L’Italia vuole veramente il nucleare?


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Il più grande presepe del mondo è italiano ed alimentato ad energia solare

Il celebre presepe di Manarola nelle Cinqueterre, da quest’anno è anche alimentato da fonti rinnovabili.

http://foto.turistipercaso.it/

http://foto.turistipercaso.it/

Le Cinqueterre sono un luogo magico, ed è impossibile apprezzare il loro valore senza averle visitate almeno una volta. La sensazione è quella di un paesaggio sottratto alla roccia dalla caparbietà dell’uomo.
I vigneti che producono il pregiato passito, sono impiantati su terrazzamenti microscopici che i locali hanno costruito trasportando grandi quantità di terra via mare. L’idea è quella di uno spirito pionieristico degno dei primi coloni americani.
Ma le Cinqueterre sono anche la poesia dei borghi sul mare, Riomaggiore, Vernazza, Corniglia, Manarola e Monterosso.
Il borgo di Manarola in particolare, oltre ad essere una perla rara a livello paesaggistico, vanta un altro primato che forse non tutti conoscono. Un primato molto natalizio.
In questo luogo, infatti, si trova il più grande presepe del mondo. Un presepe molto particolare, nato dall’intraprendenza di un ex ferroviere che con materiale di recupero ed una buona conoscenza degli impianti elettrici ha realizzato una rappresentazione della natività fatta tutta di luci. Quando cala la sera, il fianco di un declivio del territorio che circonda Manarola, si illumina e rende visibili anche a grande distanza i profili luminosi del bambin Gesù, Maria, Giuseppe, ecc.
Questo presepe, oltre ad essere particolarmente suggestivo, è anche il più grande al mondo. E oggi anche qualcosa in più.
Il comune di Manarola ha deciso di affidare al fotovoltaico l’alimentazione di questo magico spettacolo, garantendo a questa fascinosa attrazione un altro primato. E come tutti gli impianti ad energia solare, anche quello di Manarola vive nello spirito della condivisione.Il surplus di energia viene redistribuito nella rete, anche in considerazione del fatto che l’assorbimento del presepe è solo notturno. Certo il Natale è vicino, ma potete godere di questo splendido spettacolo ancora per molti giorni, anche nell’anno nuovo.
Quindi raccomandiamo caldamente questa località per gustare 3 meraviglie: il fascino di un paesaggio incontaminato, Continue reading Il più grande presepe del mondo è italiano ed alimentato ad energia solare


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Malmo, 2000 famiglie a impatto zero

La città svedese sarà il piatto forte della conferenza di Copenhagen, l’esempio che un futuro a zero emissioni è auspicabile.

http://www.citiesforpeople.net/

http://www.citiesforpeople.net/

Copenhagen e Malmo, per quanto collocate in due nazioni diverse, distano fra loro meno di 50 km. E oggi la loro vicinanza, oltre ad essere fisica è anche una vicinanza a livello ambientale. Perchè fra pochissimi giorni la capitale danese ospiterà un convegno di fondamentale importanza in relazione alle problematiche di natura climatica. E Malmo si propone come uno degli esempi più calzanti di comunità a emissioni zero.
All’interno del centro svedese sorge l’agglomerato di Western Harbour, zona della città ben visibile in questa mappa. Il quartiere ha vissuto nel passato una spiccata vocazione cantieristica, un’attività piombata in una crisi profonda negli anni ‘90, quando registrava tassi di disoccupazione elevatissimi. Di fronte al declino, Malmo ha avuto la sua reazione. Una reazione che come nelle piu belle storie a lieto fine a cambiato il declino in opportunità.
Nei luoghi sopra descritti è nato uno dei più avveneristici distretti d’Europa, abitato da 2.000 famiglie che vivono una vita a emissioni zero. Un risultato ottenuto con costanza e cospicui investimenti di aziende del rinnovabile.
Innanzi tutto le vecchie centrali a carbone e petrolio, sono state sostituite da un impianto a gas naturale e un  termovalorizzatore. Ma non solo. Nel sottosuolo esistono importanti possibilità geotermiche. Grandi quantità d’acqua vengono pompate al di sotto della crosta terrestre, e conservate in una sorta di serbatoio termico ad una temperatura costante di 15 gradi centigradi. Ma Malmo, e i paesi i nordici in genere, sono soprattutto energia eolica. E il distretto di Western Harbour non si discosta da questa filosofia, ricevendo un cospicua quantità di energia da due mastodontici impianti off-shore.
E Malmo è all’avanguardia anche nell biogas. Ma la parte attiva la fanno i cittadini.
Perchè gli impianti a energia solare sui tetti sono ormai centinaia, e funzionano in un ottica d’insieme, cedendo calore quando Continue reading Malmo, 2000 famiglie a impatto zero


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