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Usa e Cina lanciano le loro proposte: meno 17% e meno 40% di emissioni entro il 2020

I due colossi economici mondiali lanciano la loro proposta per la conferenza di Copenhagen ormai imminente, mettendo sul piatto cospicue promesse di riduzione delle emissioni. Siamo di fronte a un passo epocale?

http://www.ilgazzettino.net/wp-content/uploads/2009/10/conferenza-ONU-di-copenhagen.PNG

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Il protocollo di Kyoto, è stata la prima presa di coscienza del mondo moderno verso le problematiche ambientali che stanno pericolosamente minacciando il clima del pianeta. Ma a quel tavolo, al quale si sedettero un gran numero di delegati, provenienti da molti paesi, mancavano i due interpreti piu importanti. Gli Stati Uniti d’America e la Cina.
Un po come se al piu grande raduno rock del mondo non fossero intervenuti i Rolling Stones.
Non tanto per una questione di semplice importanza, quanto per una questione di coinvolgimento nel problema.
Perchè oggi l’alta concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera, non ha un responsabile specifico, ma è certamente determinata e favorita dall’intensa attività industriale umana. E oggi, volente o nolente, USA e Cina giocano il ruolo di attori principali di questo film. E’ sbagliato definirli responsabili del problema, ma certamente qualsiasi accordo in merito di clima preso senza Usa e Cina è soltanto un accordo parziale, e sicuramente non risolutivo.
Quello che più o meno accadde a Kyoto.
Ma i tempi erano diversi, gli attori diversi, la situazione diversa.
Oggi l’emergenza del surriscaldamento globale si è fatta più serrata. Accordi più drastici di quelli di Kyoto, sono diventati ormai urgenza vera. E la conferenza di Copenhagen è l’occasione giusta per prenderli questi accordi.
E se per un attimo le ragioni su cui si fonda Copenhagen stessa hanno vacillato, ora siamo pronti al grande passo.
Obama, reduce da un premio Nobel per la Pace e da una storica svolta nel programma sanitario nazionale americano, si può oggi tuffare totalmente nella causa ambientale. E presenta un piano ambizioso, una seria proposta per l’imminente congresso.
Per il 2020 gli Usa si impegnano ad una riduzione del 17% delle emissioni, cifra che andrà progressivamente ad aumentare nei decenni successivi fino ad un 42% entro il 2030.
Stesso discorso per una Cina che per la prima volta si dimostra disponibile ad interventi di tipo ambientale all’interno della propria economia. Ed è un passo importante. In primo luogo perchè a Copenhagen la Repubblica Popolare invierà un proprio delegato, un evento storico. In più perchè le cifre che porta in campo appaiono gigantesche. Meno 40 - 45% entro l’anno 2020. Rimane qualche dubbio circa il conteggio della riduzione delle emissioni, che la Cina opera in maniera tutta sua.
Ma non sta qui il punto.
E anche se i pessimisti storici iniziano ad affermare che da Copenhagen si uscirà con un nulla di fatto, la via a questo punto Continue reading Usa e Cina lanciano le loro proposte: meno 17% e meno 40% di emissioni entro il 2020


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