Fonti interessanti


  • Print this article!
  • Facebook
  • Twitter

Quali conseguenze economiche da Copenhagen?

A pochi giorni dalla fine del Congresso, si stima quali possano essere gli effetti economici delle misure contro il surriscaldamento globale

http://www.greenpeace.org/

http://www.greenpeace.org/

Ormai il Congresso di Copenhagen è una partita a due, giocata da due fazioni del pianeta mossa da interessi e spirito differenti. Da una parte i paesi in via di sviluppo, quelle realtà economiche emergenti che hanno preso consapevolezza del problema dei cambiamenti climatici e che accettano misure severe in fatto di riduzione delle emissioni, anche a breve termine.
Questi paesi sostengono anche la necessità di un sostanzioso aiuto ai paesi dalle economie fragili, che non dispongono di risorse sufficienti per occuparsi completamente del problema.
Dall’altro lato l’Occidente industrializzato, segnato in maniera profonda dalla recente crisi economica, che seppure consideri importante il problema del clima, vorrebbe un atteggiamento più morbido e progressivo in tema di riduzione delle emissioni.
In più emerge una sostanziale condanna generalizzata agli Stati Uniti d’America che vengono ritenuti di non impegnarsi in maniera sufficiente nella causa, dopo un passato di assoluta inerzia.
In questa situazione un pò confuso è difficile azzardare delle previsioni. Quel che è certo è che il nostro pianeta subirà un mutamento economico conseguente le decisioni del Congresso.
Di sicuro ci troveremo di fronte a un pianeta le cui attività verranno trasformate da queste decisioni.
Sicuramente si prospettano scenari molto positivi per l’energia eolica, che ad oggi è forse la via più rapida per ottenere energia pulita a costi competitivi. Certamente l’efficienza delle turbine aumenterà negli anni a venire, diminuiranno probabilmente i costi di produzione, e aumenteranno le quantità prodotte. Già oggi la grande richiesta rende difficile reperire sul mercato le turbine eoliche. Le incognite per il futuro sono rappresentate dall’impatto ecologico degli aerogeneratori che il paesaggio potrà sostenere soltanto in una certa misura.
Ma è certo che l’energia eolica sarà un settore strategico nei prossimi anni, e gli investimenti nel settore renderanno certamente.
Discorso differente per l’energia solare. Il solare termico per il riscaldamento è in realtà già competitivo con le fonti fossili e negli anni il miglioramento dell’efficienza non potrà che giocare a suo favore.
Per ciò che riguarda il fotovoltaico si gioca una partita innanzitutto sui materiali. Il silico è un materiale sovrabbondante in natura, ma il silicio per l’utilizzo fotovoltaico è in realtà molto raro e dal costo elevato. La partita si gioca sul miglioramento dei valori di efficienza, e sull’utilizzo di nuovi materiali. Con questi presupposti il solare fotovoltaico può decollare definitivamente, ma anche alle condizioni attuali rimane un settore in cui concentrare investimenti.
Le altre forme di energia alternativa sono anch’esse un’opportunità del futuro, ma risultano spesso limitate da un problema di disponibilità (es. energia geotermica) o di sostenibilità (es. bio-carburanti). Problematiche che le inquadrano come fonti da affiancare al solare e all’eolico.
Continue reading Quali conseguenze economiche da Copenhagen?


  • Print this article!
  • Facebook
  • Twitter

Il Comune di Roma lancia la rivoluzione verde

Dal comune di Roma nuove norme per il risparmio energetico e l’inserimento di fonti rinnovabili negli edifici di nuova costruzione.

http://www.agroromano.it/

http://www.agroromano.it/

Le leggi e le normative sono spesso la via giusta per dare avvio e sostegno allo sviluppo. Pensiamo alle recenti normative in fatto di incentivi per la rottamazione di veicoli inquinanti e l’acquisto di nuovi veicoli a basso impatto ambientale. Una semplice legge e un po di denaro in gioco hanno rimesso in moto un mercato in affanno.
Per lo sviluppo del rinnovabile occorre adottare misure del genere, ugualmente urgenti. Per questo sono sicuramente validi gli incentivi al fotovoltaico e all’eolico che alleggeriscono gli oneri iniziali per chi vuole intraprendere questa via.
Ma a volte una normativa piccola può produrre effetti molto significativi.
Installare le fonti rinnovabili su edifici e costruzioni già esistenti, può non essere difficoltoso ma è sicuramente più costoso che inserirle in strutture di nuova costruzione.
Oggi è il Comune di Roma a intervenire in questo senso sui regolamenti di natura edilizia.
Il testo è chiaro e interessante e riguarda tutti gli edifici, di natura pubblica e privata, che verranno costruiti nei prossimi anni all’interno del territorio del comune.
Questi edifici dovranno tenere anzitutto il considerazione massima il risparmio energetico, e pertanto saranno concepiti per essere assolutamente efficienti in questo senso. Con l’inserimento nella struttura di interrutori e timer.
Ma non è finita qui. La novità assoluta sta nell’obbligo di introdurre nella struttura pannelli fotovoltaici o mini generatori eolici, capaci di contribuire in maniera decisiva al sostentamento energetico dell’edificio e magari garantire un minimo di energia in caso di interruzione di erogazione dalla rete.
Infine il riscaldamento dell’acqua sarà demandato per almeno il 50% a fonti rinnovabili e quindi al solare termico. Una scelta davvero importante, in considerazione della maggiore efficienza di questo tipo di energia rispetto al fotovoltaico.
Continue reading Il Comune di Roma lancia la rivoluzione verde


  • Print this article!
  • Facebook
  • Twitter

Gli orti pubblici installano fotovoltaico e mini-eolico. L'idea di Pisa

Nella città Toscana, per evitare di deturpare le bellezze artistiche del centro il Comune sceglie gli spazi degli orti pubblici come collocazione ideale per le fonti alternative.

http://www.comune.buccinasco.mi.it/

http://www.comune.buccinasco.mi.it/

Il ritorno ad una vita più ‘naturale’ è un’esigenza diffusa per tutti, costretti ormai a vivere in gusci di cemento raramente inframezzati da adeguati spazi verdi. I cittadini, sempre più soffocati dalla giungla urbana, chiedono spazi di libertà.
Chi ha avuto la possibilità di farsi la seconda casa in campagna, con orto annesso, riesce in parte a compensare queste mancanze. Assaporando il gusto di coltivare personalmente cioè che poi si consuma.
Oggi, secondo una moda che ha investito soprattutto i paesi anglosassoni, chi, per disponibilità finanziarie o per altri fattori non può permettersi l’orto di proprietà, può utilizzare per la coltivazione diretta appositi terreni in concessione dai Comuni.
Un fenomeno che nel nostro paese ha preso il nome di ‘orto comunale‘.
Ma se fine a ieri, coltivare significava limitarsi a deporre i semi, curare la crescita e raccogliere il prodotto, oggi gli orti comunali acquistano una nuova funzionalità.
E’ la città di Pisa a proporre di utilizzare gli spazi degli orti comunali per installarvi, accanto agli spazi coltivati, pannelli fotovoltaici o mini generatori eolici. Un’esigenza che nasce con il fine di tutelare il centro storico, dove bellezze artistiche come la Torre pendente, potrebbero essere esteticamente deturpate dalla vicinanza con questo genere di impianti.
La soluzione si è quindi trovata nel concentrare tali strutture lontano dal centro storico.
Per i coltivatori del solare e del mini-eolico, che accetteranno di posizionare sul proprio orto in concessioni gli impianti, sono previsti meccanismi di sconto fiscale.
E si prospetta nell’immediato futuro di fornire gratuitamente le strutture, in ragione dei benefici che i risparmi energetici garantirebbero al Comune stesso.
Continue reading Gli orti pubblici installano fotovoltaico e mini-eolico. L’idea di Pisa


Viagra | Adderall | Viagra Online | Levitra | Free Viagra | Cheap Viagra