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L’energia solare è diventata più economica del nucleare?

Uno studio americano afferma che siamo arrivati allo storico sorpasso, un dato che potrebbe cambiare le carte in tavola

http://www.apfg.it/

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Il dibattito è aperto da anni e verte sempre sugli stessi temi. L’energia rinnovabile è un settore in piena espansione che tuttavia presenta ancora grandi termini in tema di efficienza e di costo medio della corrente elettrica prodotta. Il nucleare almeno in termini di costi sembra più vantaggioso, ma esistestono grossissimi dubbi relativi alla reale pericolosità di questa fonte.
Il lato economico è stato il campo di battaglia sul quale i sostenitori dell’atomo hanno combattuto nel corso degli anni, ribadendo che l’energia prodotta da un reattore sarebbe sempre e comunque più a buon mercato di quella prodotta da fonti rinnovabili. Un primato che alcuni studi, però, stanno facendo crollare.
Un informazione certamente da prendere con le molle, ma comunque da considerare con attenzione.
Trattasi di uno studio universitario americano, limitato al Nord Carolina che tiene in considerazione soprattutto l’incredibile rincaro dei costi di costruzione e messa in opera di un nuovo reattore ai giorni nostri.
Dati che vengono in alcune circostanze dalla realtà concreta, pensiamo ad uno stato ricco e moderno come il Canada che ha interrotto e definitivamente abbandonato la costruzione avviata di una centrale a causa dell’insostenibile levitazione dei costi rispetto ai preventivi iniziali. Per contro l’energia solare, quella presa in considerazione dallo studio, sta ovviando alle diseconomie che la hanno contraddistinta negli anni addietro.
Tutti questi fattori, messi sul piatto, sembrano stiano facendo decisamente pendere l’ago della bilancia verso la fonte rinnovabile più interessante e abbondante, ovvero l’energia del sole.
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Battaglia Stato - Regioni per il nucleare. Insorge la Puglia regione virtuosa.

Il governo impugna le leggi promulgate da Puglia, Basilicata e Campania contro il nucleare. E la Puglia, fiore all’occhiello del rinnovabile in Italia, si sente aggredita.

http://i39.tinypic.com/

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Che il ritorno dell’atomo in Italia fosse un atto unilaterale se ne percepiva il sentore. I tecenti eventi dimostano quanto questa sensazione fosse corretta. Tornare indietro di 20 anni e rilanciare il paese in una dubbia corsa al rilancio di una fonte di energia molto osteggiata è apparsa da subito una forzatura.
L’atteggiamento degli enti locali ha dimostrato lo scardo gradimento delle popolazioni coinvolte nell’eventuale costruzione di un impianto sul territorio. Tanto che molti candidati alle imminenti consultazioni regionali hanno incorporato nel proprio programma il rifiuto alla costruzione di reattori.
Più in là si sono spinte le amministrazioni di 3 regioni, governate da una giunta di centro-sinistra, promulgando leggi che vietano l’atomo sul territorio. Pronta la reazione del Governo che impugna le leggi e apre una controversia alla Corte Costituzionale. Indipendentemente dai giudizi politici, risulta particolarmente emblematica la situazione della Puglia che è ad oggi forse la Regione in Italia che maggiormente sta investendo sul rinnovabile.
La Puglia vanta il primato italiano in fatto di energia solare ed energia eolica prodotta, e sta effettuando consistenti investimenti sul geotermico e sull’idrogeno verde. Particolarmente esemplificativo è il dato che dimostra che la Regione esporta l‘89% dell’energia che produce, tanto da far apparire curiosa la scelta di un’installazione nucleare in loco.
Il dibattito è aperto e c’è da credere che si protrarrà per moltissimo tempo.
Appare tuttavia ormai evidente l’estemporaneità della scelta del ritorno dell’atomo in Italia.
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L'Italia vuole veramente il nucleare?

Arrivati al momento in cui dovrebbero essere selezionati i siti per gli impianti, tutti si tirano indietro. Chi vuole realmente il nucleare in Italia?

http://geograficamente.files.wordpress.com/2009/10/sitinucleari.jpg

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Qualche mese fa, la notizia del ritorno all’atomo da parte dell’Italia ha raggelato il pubblico degli ambientalisti e preoccupato gran parte della nazione. Da subito si è parlato di identificare entro i primi 6 mesi i siti adatti alla costruzione di reattori, sparsi qua e là per lo stivale. Ma questa prima fase sembra già abbastanza complessa.
Perchè se l’impianto di pannelli solari è possibile da Bolzano a Ragusa, non si può certo dire la stessa cosa per un’installazione nucleare. Una centrale deve anzitutto trovare gli spazi sufficienti, non proprio contenuti. E sopratutto deve essere collocata in una zona a basso rischio sismico e certamente distanti dal rischio di potenziale calamità naturale.
Insommanon è possibile permettersi un terremoto con una centrale sul territorio colpito.
Scremate le varie possibilità, si è arrivati quantomeno a definire le regioni che hanno una spiccata propensione ad ospitare i siti previsti dalla legge del ritorno all’atomo. Che sono 3 a quanto pare: la Puglia, la Sardegna, il Veneto.
Ma proprio qui nascono i problemi. Perchè i rispettivi governatori, di provenienza politica diversa, hanno promesso in forme diverse che non permetteranno di costruire reattori sui propri territori.
E la situazione appare già abbastanza complicata, perchè i tempi per l’identificazione dei siti stringono e l’Italia dimostra nella pratica di non essere un paese aperto alla svolta nucleare.
Il sospetto che per ragioni politiche si stia posticipando ogni decisione in merito è forte.
L’idea di affrontare il malcontento delle comunità locali sembra avere spinto il Governo centrale a congelare la situazione.
Una buona notizia per il futuro dell’energia rinnovabile nel nostro paese? Forse.
I fatti dimostrano che la tecnologia nucleare sta subendo forti rincari negli ultimi anni. E’ di dominio pubblico la decisione del Governo canadese di sospendere la costruzione di un nuovo impianto a causa di costi aumentati a dismisura rispetto al preventivo di spese iniziale.
E a peggiorare la situazione arriva oggi uno studio dell’eminente MIT, che elegge il gas naturale fonte di energia più conveniente, decisamente meno onerosa del nucleare in fatto di costi.
Stanno quindi venendo al pettine molti nodi. Certo, il nucleare si dimostra energia sulla carta vantaggiosa, anche se a volte del Continue reading L’Italia vuole veramente il nucleare?


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