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Rete elettrica del rinnovabile nel Nord Europa

I paesi dell’Europa settentrionale si consorziano per la creazione di una rete elettrica di grandi dimensioni che colleghi i grandi impianti delle energie alternative

http://www.orasolare.it/

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L’Europa è per ora la zona del mondo che maggiormente percepisce l’importanza della rivoluzione verde dell’energia rinnovabile. Il Nord Europa in particolare. E proprio in questi giorni Germania, Gran Bretagna, Francia, Danimarca, Belgio, Olanda, Irlanda, Lussemburgo e Norvegia hanno siglato uno deegli accordi piu interessanti per il futuro delle energie verdi.
Parliamo della proposta di costruzione di una rete elettrica organizzata che colleghi i grandi impianti mossi dalle fonti rinnovabili disseminati sui territori dei paesi che hanno ratificato l’accordo.
Perchè a quanto pare le reti elettriche nazionali di questi paesi sembrano non essere adatte ad essere collegate a gran parte di questi impianti, per cui un progetto d’insieme potrebbe ovviare a questo problema.
Un progetto mastodontico, da 30 miliardi di euro in un decennio.
E così a breve verranno unite le sorti di tutti questi paesi, con vocazioni energetiche diverse, tramite potenti cavi ad alta tensione.
Verranno allacciati i numerosissimi impianti fotovoltaici in Germania con i grandi parchi eolici del Nord Europa, che oggi sono le più promettente fonte di energia in campo.
Si stima che in Gran Bretagna entro il 2020, il 70% dell’energia verrà prodotta per mezzo del vento. Un’ipotesi forse un pò ottimistica, ma che probabilmente non si discosta molto dalla realtà.
Il progetto a vocazione multinazionale, segue idealmente Desertec, la prima esperienza di energia rinnovabile condivisa da più nazioni. In quel caso si parlava di un consorzio europeo per la produzione di energia solare del deserto del Sahara.
Soltanto una domanda è lecito porsi. Perchè l’Italia non è presente in queste iniziative?
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Per l'Argentina il 2010 è all'insegna dell'eolico

Il paese del Sud America vanta un potenziale eolico fra i più alti del mondo e, dopo anni di incertezze, da quest’anno punta ad una rivoluzione nel settore

http://www.ventofavorevole.org/

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Se mai esiste un paese vicino al nostro per tratti culturali, tradizioni e soprattutto popolazione, quello è l’Argentina. La maggioranza degli abitanti del paese sono originari del belpaese e vantano degli antenati immigrati in tempi più o meno recenti in Sud America.
L’Argentina è un paese tormentato, che ha vissuto gli anni bui delle dittature e della repressione politica, oltre ad una delle più gravi crisi economiche del mondo nel 2001.
In quell’anno tassi di svalutazione elevatissimi misero in ginocchio il paese, gettandolo in un baratro dal quale non è mai completamente risalito.
Oggi, a 8 anni da quella catastrofe, inframezzata dalla crisi economica mondiale che certo non ha giovato, l’Argentina si sta lentamente risollevando.
Riveste un’importanza cruciale, in quest’opera di ricostruzione, il ruolo di una risorsa di cui la nazione argentina dispone in grandi quantità: il vento.
Si stima che circa il 70% dello sconfinato territorio argentino sia adatto alle installazioni eoliche, e che la Patagonia in particolare, sia il luogo ideale per questo tipo di installazioni grazie alle sconfinate distese e all’abbondanza e la constanza di venti.
Tuttavia ad oggi, i dati ci dicono che nemmeno l’1% del fabbisogno nazionale è coperto dall’energia eolica e le fonti rinnovabili in genere stentano a decollare. Un fatto incomprensibile per uno stato che vive del gas naturale che importa.
Ma dal 2006, per ovviare ad una legislazione che ha ignorato per troppo tempo lo sviluppo del settore dell’energia rinnovabile, finalmente si sono adottati provvedimenti in favore delle fonti alternative.
Da esse dovrà essere tratto entro il 2016 almento l’8% del fabbisogno complessivo di energia elettrica.
E i primi cantieri di impianti eolici di gtandi dimensioni in Patagonia sono già aperti.
L’Argentina si appresta a recuperare terreno prezioso nei confronti del Brasile, il paese confinante che ha fatto delle energie Continue reading Per l’Argentina il 2010 è all’insegna dell’eolico


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Quale 2010 per le fonti rinnovabili?

Il 2009 è stato un anno importante per il mondo delle energie alternative. Cosa ci riserva il nuovo anno?

http://www.ecoo.it/

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L’anno che volge al termine è stato contraddistinto da una rivoluzione verde che ha attraversato un pò tutto il pianeta. In tutto il mondo si è estesa la consapevolezza di mettere in atto un nuovo corso, in cui l’utilizzo di energie alternative e il rispetto dell’ambiente sono i punti cardine. Anche se rimane ancora molta strada da percorrere.
Certamente il recente Congresso di Copenhagen è stato una brusca battuta d’arresto alle speranze di chi credeva questa rivoluzione avesse effetto immediato. Malauguratamente occorrerà attendere ancora. Ma i segnali positivi non sono mancati.
Durante quest’anno abbiamo anzitutto assistito ad una progressiva presa di conscienza delle nazioni.
Quasi tutti i paesi hanno lanciato i loro programmi, più o meno realistici, di aumento delle quote di energia prodotta da fonti rinnovabili. E quasi tutti i paesi hanno riscontrato la strategicità e la reddività potenziale del settore.
Il 2009 è stato l’anno in cui il solare fotovoltaico ha finalmente iniziato un lento ma inesorabile sviluppo, contraddistinto da un aumento considerevole della potenza installata e dell’efficienza complessiva degli impianti.
E l’anno dei gadget di uso quotidiano, che integrano meccanismi di ricarica solare.
Ma questo è stato anche l’anno dei grandi impianti solari termodinamici, costruiti in Spagna, le grandi strutture ad energia solare che promettono nel prossimo futuro di concorrere addirittura con gli impianti nucleari in fatto di rendimento.
E’ stato questo l’anno in cui gli impianti eolici si sono diffusi, ed si è diffusa una nuova promettente versione. L’eolico off-shore, che consente di installare gli impianti in mare aperto e con migliori rese.
Ma è stato anche l’anno dell’eolico ad alta quota, tecnologia complessa ma promettente.
I biocarburanti nel 2009 hanno fatto un nuovo passo avanti, dimostrando di poter essere prodotti senza sottrarre terreni alle coltivazioni di sussistenza. Gli aerei hanno dimostrato di poter volare sospinti da bio-propellenti, ma anche da energia solare.
Fonti come la geotermia e le biomasse si sono dimostrate sempre più importanti nel contribuire all’affrancamento dal petrolio e dagli altri combustibili fossili.
Quale 2010 ci attende? Il 2010 dovrà essere anzitutto l’anno della consapevolezza. La consapevolezza di incrementare in maniera sempre più rilevante gli sforzi nella direzione della rivoluzione verde.
Se il Congresso di Copenhagen può aver fallito, c’è già tempo di rimediare nel nuovo anno, con nuovi convegni alle porte e con le legislazioni nazionali che possono prendere le decisioni che non sono state prese in Danimarca.
Questo è l’anno in cui deve crescere la consapelvolezza dei singoli cittadini, nella ricerca dell’efficienza e del risparmio Continue reading Quale 2010 per le fonti rinnovabili?


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