Impossibile sostituire da subito fonti fossili e nucleare con il rinnovabile. Ma chi l’ha detto?

Tutti concordano nell’affermare che le energie verdi, per quanto promettenti, non sono ancora pronte a sostituire in toto le altre fonti nel sistema energetico mondiale. Ma è del tutto vero? O il primo ostacolo a questa svolta è soprattutto la mentalità.

Qualsiasi processo umano, per quanto ci insegna la storia, avviene in modo graduale. Gradualmente le candele sono state sostituite dalle lampade ad olio prima, e all’energia elettrica poi. Gradualmente i veicoli a trazione animale sono stati sostitutiti dalle macchine a vapore prima e dalle automobili poi.
Oggi, a dispetto di detrattori e scettici, ci troviamo di fronte ad una nuova svolta che inevitabilmente porterà il pianeta a optare per fonti di energia pulite, ad alta resa e a basso impatto ambientale. Energie inesauribili che la natura eroga con costanza anno dopo anno, secolo dopo secolo.
Ora il punto è: a quando questa svolta? Mai per molti.
Gran parte degli studiosi affermano che è il mix energetico la soluzione ai problemi del pianeta, dove le fonti siano plurime e diversificate, e siano sia fossili, che rinnovabili. Senza disdegnare del nucleare, possibilmente sicuro.


Ma a fare un ragionamento si semplice, ci si accorge che la svolta al rinnovabile è per lo meno sottovalutata.
Certo è impossibile pensare che domattina ci si possa svegliare con gasodotti, oleodotti e centrali nucleari chiusi. E’ improbabile pensare che domattina tutto il pianeta si mobiliti ad installare pannelli fotovoltaici sui tetti delle case o impianti eolici nei luoghi adatti.
Tuttavia un processo del genere, se venisse avviato con la giusta convinzione, potrebbe garantire risultati in pochissimi anni.
La convinzione sbagliata sta nel pensare ai consumi energetici mondiale in continuo aumento e in una struttura energetica quasi immutabile.


Ma è proprio questo pregiudizio che occorre scavalcare al più presto. Mettiamoci al lavoro, subito, adesso.
A partire da una revisione complessiva dei consumi energetici, e di tutti i dispositivi elettrici di utilizzo quotidiano.
Lavatrici, lavastoviglie, condizionatori, stufe elettriche, possono essere utilizzate che maggiore parsiomonia. Ma anche i produttori possono già da subito concepire prodotti sempre più attenti ai consumi.
Eliminare da subito gli sprechi, magari tassare le dispendiose insegne luminose che sperperano energia per puri fini d’immagine.
Demandare l’intera rete di illuminazione pubblica al fotovoltaico. Sganciare dalla rete questa onerosa struttura e affidarla ad un tecnologia che la renderebbe da subito indipendente. Convertire da subito tutti gli edifici pubblici al rinnovabile, con largo utilizzo del fotovoltaico.
Attuare un programma di incentivi serio e costante che non si limiti ad assistere poche iniziative isolate ma promuova uno sviluppo diffuso e capillare del settore.


Rivoluzionare il mercato dell’energia, distruggendo la logica del monopolio del mercato energetico che ha imperversato per un intero secolo.
Smettere definitivamente di credere che al cliente finale vada venduta l’energia, ma iniziare a impostare una struttura in cui i singoli soggetti acquisiscano e creino dei piccoli centri di produzione indipendenti.
Se si facesse tutto questo, forse non in un mese, forse non in un anno, ma in un periodo perfettamente accettabile le uniche fonti energetiche del nostro pianeta sarebbero il sole, il vento e le altre forze inesauribili forniteci da madre natura.
Alla faccia di ogni detrattore.

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