I recenti eventi dimostrano che, seppure in condizioni estreme, l’energia nucleare è una fonte pericolosa senza un reale futuro
La tragedia che si è consumata da pochi giorni in terra nipponica ha lasciato il mondo attonito. In un paese così evoluto e moderno come il Giappone, la furia della natura ha preteso il suo pesantissimo tributo di vite umane. Nonsolosolare.it si unisce al cordoglio per le vittime del terremoto e dello tsunami, e ribadisce la sua vicinanza all’eroica popolazione giapponese.
Tuttavia il ruolo di questo blog comporta un’analisi parziale dell’accaduto, focalizzata sull’incidente nucleare di Fukushima.
Il terremoto e il maremoto hanno determinato serie conseguente ai reattori presenti nel territorio colpito dal cataclisma, incrinando in maniera indelebile il mito del nucleare privo di rischi. Seppure in condizioni estreme, gli impianti non hanno retto, e in queste ore il mondo intero è in apprensione in attesa di notizie sull’eventuale fusione del nucleo. La prospettiva più terrificante, che potrebbe portare a conseguenze davvero gravi e protratte nel tempo.
Anche se il popolo dei sostenitori dell’atomo si affanna a dire di fermarsi, di non agire sull’onda delle emozioni, è proprio questo il momento di avviare una profonda riflessione su quelle che saranno le scelte energetiche dell’umanità negli anni a venire.
E’ sacrosanto migliorare le misure di sicurezza dopo un cataclisma, intensificare la lotta al terrorismo dopo un’attentato, attuare misure di salvataggio dell’economia in un periodo di crisi. Non si capisce perchè non si dovrebbe agire dopo un disastro del genere.
Per fortuna nel mondo questa cosa la si è capita. Fra tutte spicca la posizione della Germania dove si procederà allo spegnimento delle centrali più vecchie e si attuerà una politica capace di portare la quota prodotta da fonti rinnovabili all’80% del totale.
Persino scioccante la reazione delle autorità italiane, che invece non fanno nemmeno un passo indietro sul confuso programma di ritorno all’atomo.
Il fatto è che fino all’incidente di Chernobyl del 1986, i sostenitori del nucleare sbandieravano la sicurezza delle centrali moderne senza esclusione alcuna.
La centrale ucraina era facilmente attacabile perchè costruita a cielo aperto e probabilmente difettosa nei sistemi di sicurezza, probabile ragione del catastrofico incidente di fine anni ottanta.
E anche se l’opinione sembra sorprendentemente mutata, fino all’incidente di Fukushima, nessuno riteneva le centrali giapponesi a rischio incidente, indipendente dal fatto che fossero di prima o seconda generazione, indipendentemente dal fatto che fossero vecchio di 40 anni.
Oggi improvvisamente, il coltissimo popolo dei favorevoli, si affretta a ritenere le centrali di quel tipo non più sicure (sono 1/3 del totale mondiale) e tranquillizza sul fatto che le nuove generazioni sono più che sicure. Almeno fino alla prossima catastrofe.
E la cosa più stupefacente è che in queste condizioni non si vuole nemmeno considerare l’idea di parlare un pò di più di energia rinnovabile.
La realtà dei fatti è che questo incidente ha reso sempre più manifesta la realtà. Il nucleare è caro, pericoloso, e sicuramente sulla strada del declino mentre i dati parlano di un’energia rinnovabile in espansione, sempre più accessibile in fatto di costi e praticamente priva di rischi.
Più di una volta si sono sentiti assurdi paragoni. Si sono messi a confronto una centrale nucleare e la quantità di pannelli fotovoltaici o aerogeneratori eolici necessari a generare la stessa energia. Giochi banali per nascondere la realtà.
Oggi siamo di fronte alla realtà di un modulo fotovoltaico che disposto sul tetto di un abitazione può sopperire al fabbisogno energetico degli abitanti, generando a tratti un surplus da immettere nella rete. Siamo di fronte ad un solare termico che, installato su ogni casa, può provvedere al riscaldamento della stessa.
Cosa occorre sapere di più?
Il problema è che il nucleare consente ancora la possibilità di vendere il prodotto finito (l’energia) e lucrarvi. Se si sviluppasse il fotovoltaico gli acquirenti comprerebbero delle piccole centrali domestiche, e non dovrebbero più dipendere da un fornitore, escludendo la possibilità del guadagno del fornitore.
La perplessità sta nel fatto che se si procede a testa bassa anche dopo un avvertimento del genere, le conseguenze possano essere catastrofiche.


