I teutonici puntano a risolvere le problematiche energetiche future con un mix di fonti alternative. Ecco cosa stiamo facendo noi nel frattempo
Poco. Molto poco. Di mese in mese sembra che il treno dello sviluppo delle fonti alternative rinnovabili sia già passato dal nostro paese e si stia allontanando a gran velocità. I dati appaiono tristemente chiari.
Purtroppo a sensibilizzarci al problema è la fiorente situazione del mercato del rinnovabile in Germania dove, scelte politiche adeguate e un’economia che si è man mano concentrata in questo settore, hanno permesso uno sviluppo al di sopra di ogni aspettativa.
Trecentocinquantamila nuovi posti di lavoro creati, che in tempi di contrazioni dei livelli occupazionali mondiali sono una vera manna dal cielo.
A trainare il business della green-economy in terra tedesca è certamente il fotovoltaico, sposato da una grande fetta della popolazione ed adeguatamente incentivato dal Governo.
Tanto che proprio dalla Germania si guarda con stupore alla nostra situazione, dove le qualità climatiche permetterebbero uno sviluppo del fotovoltaico persino superiore a quello tedesco. Non è un segreto che una piccola percentuale di moduli fotovoltaici installati sui tetti delle abitazioni siciliane, ad esempio, basterebbero ad alimentare tutta l’isola e a distribuire il surplus nella rete.
Con uguale stupore si assiste alla scelta del nucleare per il futuro della politica energetica italiana.
Proprio in Germania, dove l’atomo ha giocato un ruolo importante in passato e dove sono tuttora presenti numerosi impianti si è operata la scelta di accantonare questa soluzione. Si è guardato piuttosto ad un mix di soluzioni rinnovabili, energia solare in primis, ma anche eolico, geotermico, ecc.
Costruire nuovi reattori è costoso. Le centrali di nuova generazione ancora non hanno eliminato il problema scorie, in molte parti del pianeta esistono esercizi in funzione ormai obsoleti, superati da tecnologie alternative.
Saranno pure concettii triti e ritriti, ma importanti da ribadire.
Perchè il futuro si gioca adesso. Il tramonto delle fonti esauribili è già iniziato, la crescita economica negli anni a venire si giocherà sulle scelte in campo energetico, tanto che già oggi si inizia a parlare di PIL energetico.
Il rischio di fare le scelte sbagliate, in questo momento, è altissimo.
Ma sono sempre di più i riscontri che dimostrano che la strada tedesca sia quella da seguire.

