Entro il 2050 l’intero fabbisogno energetico mondiale fornito dal rinnovabile

Uno studio americano ritiene possibile questo scenario, e auspica l’appoggio politico a questa svolta epocale

Nel corso degli anni l’opinione sul ruolo delle fonti rinnovabili è mutato a seconda dei periodi.
Fino agli anni 90 si è ritenuto che l’energia solare, eolica e geotermica non avrebbero mai apportato un contributo sufficiente al fabbisogno energetico mondiale e quindi si credeva irrealizzabile la possibilità di renderle alternative alle fonti fossili.
Nell’ultimo decennio dello scorso millenio l’opinione ha cominciato lentamente a mutare.
La ricerca aveva aumentato considerevolmente l’efficienza delle tecnologie rinnovabili, che ancora non erano competitive ma finalmente promettevano di poter crescere fino a diventare adeguatamente conveniente.
Contestualmente lo spettro dell’esaurimento delle riserve di petrolio tornava ad incombere.
Arrivati gli anni duemila, finalmente, si è compreso la svolta verde era possibile e che quantomeno gli impianti mossi da fonti alternative potevano contribuire ad apportare una discreta percentuale di energia sul totale prodotto.
Ma solo in questi anni che si è acquisita la consapevolezza di un futuro possibile in cui il globo sarà interamente alimentato dalle fonti ineasuribili.
A testimoniarlo è oggi uno studio universitario, condotto da un ricercatore americano che afferma che nell’arco di 20 – 40 anni si potrà concretamente sperare in una quota da energie rinnovabili pari al 100% del totale.
Il 90% di questa quota sarà garantito dal fotovoltaico e dall’eolico, che sono già oggi le due soluzioni più importanti e utilizzate del settore.
Un buon 4% sarà affidato all’energia idroelettrica (giunta già oggi al suo pieno sviluppo potenziale) e dal geotermico.
La quota restante verrebbe coperta dall’energia delle maree e da altre tipologie di impianti.
Lo studio ritiene che entro 20 anni verrà introdotta una nuova generazione di impianti a energia rinnovabile che garantiranno un’ulteriore accelerazione al processo e faranno diminuire i costi rendendo le produzioni ancora più convenienti.
In quest’ottica sarebbero migliorate tutte le infrastrutture, con l’effetto di far precipitare la richiesta energetica mondiale del 30%.
L’impatto benefico sull’ambiente, poi, sarebbe addirittura incalcolabile con la concreta possibilità di arrivare addirittura ad una soluzione definitiva del problema dell’inquinamento e del surriscaldamento globale.
Insomma lo studio, per quanto non possa prevedere perfettamente il futuro, simula scenati che di anno in anno si fanno sempre più realistici.
L’ostacolo più ostico, a quanto pare, sembra essere rappresentato dalla volontà politica dei governi mondiali a imboccare la strada della svolta senza ripensamenti per garantire il raggiungimento di questi obbiettivi vitali.

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