La teoria delle scie chimiche, per quanto apparentemente bizzarra, sembra trovare qualche conferma. E in che maniera potrebbe ricollegarsi alla lotta al riscaldamento globale?
Provate in una giornata tersa ad osservare il cielo. E osservate le scie lasciate dagli aerei.
Alcune appariranno molto corte, con la tendenza a dissolversi velocemente.
Altre invece si estenderanno per chilometri, permarranno in cielo per ore e, con il passare del tempo assumeranno un aspetto spumoso raggruppandosi fine a formare vere e proprie nubi.
Ebbene, la teoria delle scie chimiche indica il primo caso come un fenomeno di condensazione e cristallizzazione del vapore acqueo. Il secondo caso è quello di nostro interesse.
Le scie più lunghe e permanenti sarebbero in realtà composti chimici, potenzialmente molto tossici per l’uomo, che verrebbero irrorati nell’atmosfera con finalità diverse.
La teoria più diffusa è quella del complotto, che prevederebbe l’azione criminale di potentissime lobbie che tramite queste irrorazioni causerebbero malattie nella popolazione con l’unisco di creare pazienti da curare. E quindi profitti.
A sentirla così la situazione appare assolutamente discutibile.
Idee meno estreme attribuirebbero all’irrorazione scopi molto più nobili.
I materiali scaricati nell’atmosfera sarebbero composti di alluminio, bario e quarzo. Le sostanze con elevato potere riflettente, devierebbero i raggi solari, contrastando di fatto l’effetto serra con un sorta di scudo chimico per l’appunto.
E qui la situazione non appare così implausibile. Chi legge nonsolosolare.it sa che si sono fatte in questo campo le proposte più disparate, al punto di pensare addirittura di seminare calce in mare per favorire l’assorbimento di CO2 o di creare paludi con la stessa identica finalità.
La curiosità è che questa se veramente è una bufala, non viene smentita con troppa fermezza, e si preferisce affidare all’indifferenza dei media il compito di combattere questo tipo di voci.
Sommariamente si afferma che le scie sono di diversi tipi, che possono permanere ore nell’aria, che i complotti non c’entrano proprio nulla. Ma, se si alza la testa verso l’alto, e si scorgono ragnatele di scie aeree, ahimè qualche dubbio permane…



Su, su, fate una ricerchina con Google scrivendo “sito antibufala scie chimiche” e fatevi due risate! Se però non riuscite a ridere, pazienza, vuol dire che Biancaneve e i sette nani esistono davvero e il Mago do Nascimiento era un mago sul serio!
analisi della polvere eseguita a Cuneo:
http://www.sciechimiche.org/scie_chimiche/images/stories/Analisi/analisi02.jpg
foglie di geranio a Sanremo:
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fango in sardegna:
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abalisi dell’acqua:
http://www.tanker-enemy.com/Analisi/analisi_neveacqua.pdf
analisi effettuata in norvegia:
http://www.tanker-enemy.com/Analisi/Norvegia.pdf
come si vede, oltre ad altri materiali tossici (non riscontrabili per deposito in natura) c’è una percentuale sempre presente di alluminio, elemento che si ritiene presente in maggior quantità nelle scie. Tale elemento non può essersi introdotto naturalmente nell’ecosistema ma tale immissione può essere avvenuta solo per caduta, quindi per irrorazione dall’alto.
Mi sapete altrimenti dire come sono arrivate queste sostanze sul terreno?