In Mozambico in progetto un centro di produzione di moduli fotovoltaici
Il nuovo millennio è iniziato da ormai 10 anni, i livelli di tecnologia e benessere raggiunti dall’umanità sono qualcosa di impensabile soltanto un secolo fa. Ma ad oggi, anno 2010, certe problematiche stentano a scomparire o quantomeno a ridimensionarsi. La fame nel mondo. L’arretratezza generale del Sud del mondo. Per citare i più rilevanti.
Piaghe che non si sanano anche a causa di un Occidente cosiddetto sviluppato che rimane riluttante a condividere il proprio benessere, o quantomeno a gettare le basi lo sviluppo anche nel Terzo Mondo.
Parlando di paesi sottosviluppati, si fa spesso riferimento, non sempre a ragione, al continente africano.
La dove un’economia ancora troppo debole e situazioni politiche di continua instabilità impediscono un concreto miglioramento delle condizioni di vita della popolazione. Quindi che fare?
Per decenni l’Africa si è affidata alle richezze naturali, troppo di frequente usurpate dalle compagnie straniere.
Ma oggi una nuova risorsa rende il continente nero competitivo in un settore in forte espansione.
Stiamo parlando dell’industria del fotovoltaico, una realtà che troverebbe tutte le condizioni necessarie per generare quella ricchezza e quello sviluppo che da troppo tempo mancano in terra africana.
Innanzi tutto la materia prima. Il sole. Abbondante in tutte le stagioni dell’anno e soprattutto molto caldo. Ma non solo.
Manodopera abbondanate e a basso costo (la popolazione locale).
E il primo paese a lanciarsi nell’avventura è il Mozambico, nazione del Sud-Est africano. Sarà Maputo, città situata nella zona meridionale del paese ad ospitare questo centro produttivo che sfornerà moduli fotovoltaici.
L’investimento iniziale, annunciato dal ministro dell’energia, è di 10 milioni di dollari. Una cifra non astronomica, ma considerevole, se rapportata alla realtà africana.
La produzione verrà destinata anche alle fasce meno abbienti, con lo scopo di concepire un fotovoltaico per tutte le tasche.
Evidenti saranno i benefici per l’occupazione e la qualità della vita. Un buon punto di partenza


