La Confederazione Elvetica progetta la realizzazione del suo impianto più grande senza rinunciare ad un centimetro quadrato di territorio.
Costruire centrali fotovoltaiche sta diventando sempre più un esigenza piuttosto che una scelta. E non esiste paese al mondo nel quale non si possa concepire una soluzione utile per installare strutture ad elevata produttività che nello stesso tempo trovino una perfetta integrazione al territorio circostante.
E’ il caso di St. Antonien, comune svizzero non distante dal Liechtestein, con una popolazione di poche centinaia di abitanti.
Dislocato ad un altitudine di circa 1500 metri il paese ospiterà quella che diverrà la più grande centrale solare della Confederazione Elvetica, una nazione che solo apparentemente sembra inadatta al fotovoltaico e alla produzione di energia per mezzo dell’irradiazione solare.
La ditta che si occuperà della costruzione è leader nel settore, avendo già dotato lo stadio di Berna di una copertura di pannelli fotovoltaici che si è garantita vari riconoscimenti.
I finanziamenti saranno garantiti da una Società per azioni costituita ad hoc che sarà supervisionata dall’autorità comunale di St. Antonien. Ma questi sono solo i dettagli tecnici di un’impresa che risulta interessante soprattutto per altri motivi.
Il paesaggio alpestre è un patrimonio di incalcolabile valore, e deturparlo con strutture non integrate al territorio è un vero crimine ecologico. Non solo perchè l’attività agricola e di allevamento tipica della montagna mal si sposa con la riduzione degli spazi disponibili. Ma la tecnologia fotovoltaica si identifica soprattutto con la logica dell’integrazione alle strutture esistenti.
E un problema tipico della montagna sono le valanghe per cui le barriere anti-valanga non possono mancare per far fronte al problema nei periodi critici. Quindi quale migliore soluzione se non quella di montare i moduli fotovoltaici direttamente sulle barriere che per natura sono disposte sulle pendici delle montagne e di conseguenza adeguatamente esposte al sole?
Questa è l’idea più innovativa del progetto. Ancora una volta abbiamo da imparare dalla Svizzera.

