Google, oltre il suo impegno diretto nella ricerca sulle fonti rinnovabili, punta già oggi ad ammortizzare l’impatto energetico dei suoi assetati server.
Google, l’azienda di maggior successo degli ultimi anni nel mondo, esiste grazie ai server. I server, grandi unità di archiviazione, che consentono l’attività quotidiana dell’intera azienda. Sono qui immagazzinato tutti i dati del web che permettono a Google di funzionare. Ma come tutte le macchine, specie se ad elevata tecnologia, necessità di energia in quantità per il loro funzionamento e quindi potenzialmente sono fonti di cospicue emissioni di CO2.
E per questo l’azienda di Mountain View punta ad un obbiettivo semplice ma significativo. Portare a zero o vicino allo vero l’impatto ambientale dei proprio giganteschi data center. Ma come? Semplicemente tramite l’uso di energia rinnovabile per la loro alimentazione. Un obbiettivo raggiungibile? Assolutamente si.
Ma Google, come prevede la sua filosofia non si ferma qui. Perchè l’azienda vuole cavalcare in pieno la rivoluzione verde.
In un post precedente si è parlato del suo impegno della ricerca nel fotovoltaico, dove Google vorrebbe ottenere dei risultati di efficienza capaci di portare la tecnologia del settore ad essere competitiva con le altre fonti di energia.
E oggi addirittura nasce Google Energy, un ramo d’azienda che opererà in prima persona nel settore dell’energia. I responsabili dicono che questo non toglierà risorse al core business di Google, che rimarrà Internet.
Anche perchè al momento si afferma chiaramente che non è nelle capacità del gruppo offrire energia rinnovabile a prezzi competitivi, ma in prospettiva c’è l’ipotesi di comprare e vendere energia laddove queste prospettive si realizzassero.





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