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Obbiettivo biocarburanti a 0,50 euro al litro

Gli attuali studi dimostrano che il costo dei propellenti vegetali potrebbe addirittura dimezzarsi nei prossimi anni

http://www.ecologiae.com/

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I biocarburanti al momento sono la fonte rinnovabile che più di altre a trovato una via di vera competitività con le fonti fossili. Eolico e fotovoltaico patiscono ancora limitazioni correlate ai costi degli impianti e alle rese per il momento ancora inferiori alle aspettative. In controtendenza i biocarburanti sono già oggi una realtà, in molti paesi vengono venduti puri a prezzi assolutamente competitivi, in altre circostanze vengono miscelati al comune carburante diesel.
Possono già da oggi essere utilizzati nei motori delle vetture circolanti, senza pericolo di danneggiamenti.
E anche in fatto di costi i propellenti di origine vegetale risultano decisamente competitivi. Un litro di biodiesel e un litro di gasolio comune costano al consumatore finale all’incirca la stessa cifra.
Tuttavia, le attuali fonti produttive del propellente verde sono coltivazioni di tipo tradizionale, con sfruttamento intensivo dei suoli e grande dispendio di acqua. E un conseguente alto costo ambientale.
Soltanto le innovazioni tecnologiche possono ovviare a questo tallone d’achille. Esistono riscontri incorraggianti che dimostrano che sarà possibile ottenere carburante dalle alghe e dai prodotti di scarto.
Già questo potrebbe concretamente portare alla diminuzione del costo al litro di prodotto.
Ma i miglioramenti più innovativi sarebbero quelli nel campo della conservazione e nella lavorazione del prodotto finito. In una prima fase il bio-propellente verrebbe raffinato in uno speciale composto il cui volume verrebbe considerevolmente ridotto per agevolarne il trasporto. Dopo questa fase raggiungerebbe le raffinerie che realizzarebbero il prodotto finito.
Queste piccole economie, unite ad altre innovazioni e miglioramenti, porteranno il costo al consumatore finale a 50 centesimi al Continue reading Obbiettivo biocarburanti a 0,50 euro al litro


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BOA - Il quartiere galleggiante di fronte a Boston tutto fonti rinnovabili

L’avveneristico progetto di un intero quartiere che galleggia nelle acque della metropoli americana e sposa i principi dell’ecosostenibilità.

http://livingwithjoy.files.wordpress.com/

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I pericoli più grandi per l’umanità nell’immediato futuro saranno due. Da una parte il progressivo ed inesorabile surriscaldamento del pianeta che già da oggi inizia a manifestrare preoccupanti segni. Dall’altra un pianeta che non sarà più in grado di sostenere una popolazione in costante aumento, a causa sia della mancanza di risorse che di spazi.
Per questo oggi l’architettura d’avanguardia si occupo di prefigurare gli scenari futuri e di ideare le migliori soluzioni in rapporto alle mutate condizioni. Le megalopoli non potranno più contenere l’incremento demografico e dovranno trovare i necessari sfoghi per l’aumentato numero di abitanti. E il primo principio starà nell’agire sulle strutture delle abitazioni, che si dovranno sviluppare sempre più in senso verticale piuttosto che in senso orizzontale.
Non solo. Sempre più importante risulterà sviluppare le fonti rinnovabili per l’approvigionamento energetico e non c’è progetto di questo tipo che non accolgo incondizionatamente la presenza di solare e fotovoltaico.
E’ con questa filosofia che è nata l’idea di BOA, avveneristico quartiere che idealmente potrebbe sorgere di fronte a Boston, su un’apposita piattaforma galeggiante sul mare. La struttura complessiva ospiterebbe ben 15.000 abitanti che si sposterebbe all’interno della micro-città con mezzi elettrici.
L’andamento dei fabbricati sarebbe secondo un prevalente senso verticale, in sintonia con il carattere storico di Boston. I piani abitativi verrebbero inframezzati che soddisferebbero la necessità di contatto con la natura degli abitanti.
Il quartiere adotterebbe varie misure di ottimizzazione energetica. Prima di tutto tramite il largo impiego del solare fotovoltaico Continue reading BOA - Il quartiere galleggiante di fronte a Boston tutto fonti rinnovabili


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Una nuova frontiera: il fotovoltaico sotterraneo

Ideata una nuova tecnologia che colloca le celle solari nel sottosuolo con lo scopo di ridurre gli ingombri e celarli alla vista.

http://softeconomy.files.wordpress.com

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Il fotovoltaico è complessivamente ben accetto dall’opinione pubblica e un pannello solare su un tetto è generalmente visto in maniera positiva. Tuttavia non si nasconde quanto gli ingombri di questa tecnologia siano consistenti.
Per generare quantitativi sufficienti di energia occorre molto spazio, ed è consolidata l’equazione secondo la quale più grandi sono le superfici occupate più elevata è la potenza dell’impianto.
Certamente in un’ipotesi di sviluppo massivo del fotovoltaico, le strutture si moltiplicherebbero a dismisura nelle città e agli occhi dei puristi dell’impatto sul paesaggio qualche problema di certo lo creerebbero.
Quindi le prospettive per il futuro sono due: 1) Migliorare le rese onde miniaturizzare le dimensioni delle celle solari; 2) Studiare soluzione alternative volte a celare alla vista le grandi strutture.
Nel primo caso le prospettive non sono proprio ottime. Certamente la tecnologia è in continua evoluzione e magari un giorno arriveremo al punto in cui un metro quadrato di cella solare potrà soddisfare le esigenze energetiche di un’intera abitazione.
Ma quel giorno per il momento rimane lontano, per cui bisogna probabilmente perseguire altre vie.
Circa la possibilità di trovare soluzioni logistiche differenti nella collocazione dei pannelli, si stanno facendo passi avanti già nell’immediato. E’ allo studio una tecnologia denominata Subsolar, genericamente definita tecnologià del ‘fotovoltaico sotterraneo’. Si tratta di un’idea semplice.
Al sole diretto verrebbe esposto soltanto un dispositivo a forma di lente che sarebbe deputato a captare le radiazioni solari.
Un complesso sistema di lenti, poi, convoglierebbe la potenza dei raggi solari sotto la superficie del suolo, dove verrebbero annegate le celle solari tradizionali. Sembra trattarsi di un semplice escamotage, ma non è proprio cosi.
Perchè in questo modo si possono moltiplicare le superfici occupate dalle celle solari, e anche le centrali di questo tipo Continue reading Una nuova frontiera: il fotovoltaico sotterraneo


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