La Repubblica Popolare cinese oltre al 40% di riduzione delle emissioni promette di produrre un terzo dell’energia da fonti pulite. Entro i prossimi quarant’anni.
La Cina oggi si può definire l’industria manifatturiera del mondo. Le multinazionali straniere, in moltissimi casi, decidono di decentrare la produzione in questo paese, dove la manodopera costa pochissimo ed è altamente qualificata.
Per cui si genera un cuiroso fenomeno, molto preoccupante per l’intero pianeta.
Nell’Occidente i grandi gruppi industriali dislocano i propri centri di controllo e di distribuzione ma è in Cina e nel Sud Est asiatico che si concentrano le produzioni.
Cosi, se in Europa e negli Usa si definiscono importanti piani di riduzione delle emissioni, in Cina la reazione è stata colpevolmente ritardata. In realtà non cambia nulla se si provvede solamente a spostare geograficamente il problema senza affrontarlo. Ma a quanto pare, qualcosa sta cambiando.
Appare ormai superata la fase iniziale in cui il territorio mandarino era un campo aperto privo di regole e di braccia per lavorare a buon prezzo. Perchè se il prodotto interno lordo è cresciuto costantemente, è altrettanto vero che stanno crescendo anche i salari. E in breve, un po come è accaduto in Giappone, un’economia inarrestabile dal dopoguerra in poi che alla fine ha dovuto inevistabilmente rallentare.
Oggi la Cina diventa protagonista del suo futuro e opera la scelta definitiva, affrancandosi dal ruolo di paese-discarica che si fa carico delle emissioni di CO2 altrui.
Se per Copenhagen viene definito un obbiettivo coraggioso di riduzione delle emissioni, contestualmente si provvede a definire un lungimirante piano di sviluppo delle fonti rinnovabili per il sostentamento interno.
In Cina c’è vento per l’energia di tutto il pianeta, ci sono grandi prospettive per il fotovoltaico e per le altre forme di energia alternativa. Basta soltanto sfruttare queste potenzialità.
Tant’è che l’obbiettivo è quello di portare a 1/3 la quota di energia prodotta per mezzo dell’energia verde entro il 2050. Un traguardo lontano inframezzato da quello del 2020, pari a un 15% del fabbisogno totale.
Che la Cina, colosso economico del mondo moderno, diventi protagonista della rivoluzione ambientale?





[...] adottare misure del genere, ugualmente urgenti. Per questo sono sicuramente validi gli incentivi al fotovoltaico e all’eolico che alleggeriscono gli oneri iniziali per chi vuole intraprendere questa via. Ma [...]
[...] adottare misure del genere, ugualmente urgenti. Per questo sono sicuramente validi gli incentivi al fotovoltaico e all’eolico che alleggeriscono gli oneri iniziali per chi vuole intraprendere questa via. Ma [...]
Fonti rinnovabili interessante articolo: http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/fonti-di-energia-rinnovabili.html
[...] pose obbiettivi chiari. Meno 40% di emissioni di CO2 entro il 2020 rispetto ai valori di riferimento del 1990. Il primo obbiettivo di inversione di [...]
[...] pose obbiettivi chiari. Meno 40% di emissioni di CO2 entro il 2020 rispetto ai valori di riferimento del 1990. Il primo obbiettivo di inversione di [...]
[...] e la constanza di venti. Tuttavia ad oggi, i dati ci dicono che nemmeno l’1% del fabbisogno nazionale è coperto dall’energia eolica e le fonti rinnovabili in genere stentano a decollare. Un [...]
[...] e la constanza di venti. Tuttavia ad oggi, i dati ci dicono che nemmeno l’1% del fabbisogno nazionale è coperto dall’energia eolica e le fonti rinnovabili in genere stentano a decollare. Un [...]