Il parco tematico di Billund (Danimarca), l’emblema del successo dei mattoncini giocattolo più famoso del mondo adesso offre il suo tributo all’energia solare e alle fonti rinnovabili.

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Era il 1929 e la Grande Depressione partita dagli Stati Uniti aveva provocato danni un pò ovunque nel mondo. Anche nella lontanta Danimarca, nella cittadina di Billund. Li un artigiano locale, che produceva giocattoli, decise di affrontare gli anni bui della crisi miniaturizzando i propri prodotti per contenere al massimo i costi. Di li all’ideazione dei celebri mattoncini, prima in acetato di cellulosa e quindi in plastica, il passo fu davvero breve.
Era nata la LEGO, multinazionale del giocattolo, azienda simbolo in tutto il mondo.
A celebrare il successo di questo marchio, da ormai più di 40 anni, ci pensa il parco tematico sorto proprio a Billund, dove interi edifici ed attrazioni sono costruiti nel perfetto stile dei mattoncini componibili.
Ma oggi il parco accoglie delle grandi novità, per mantenersi in linea con i tempi. Novità tecnologiche e non.
A cominciare dallo zoo, un’attrazione incredibile, dove i turisti possono osservare da un apposito mezzo elettrico in perfetto stile LEGO gli animali di ogni genere. Tutti costruiti con i mattoncini.
Ma a noi di Nonsolosolare.it, LEGOLAND interessa per qualcos’altro.
Perchè una vasta porzione del parco denominata è dedicata all’energia.
Qui i visitatori possono ammirare il percorso dell’energia che dai fondali marini arriva fino alle case. Ma non solo, perchè all’interno del parco è possibile ammirare all’opera mezzi alimentati dal sole, come automobili e imbarcazioni.
Non solo. In questi ultimi tempi è diventato sempre più semplice ed economico raggiungere la cittadina dei Lego.
Continue reading Legoland: il paese dei famosi mattoncini crede nell’energia solare
Il 2009 è stato un anno importante per il mondo delle energie alternative. Cosa ci riserva il nuovo anno?

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L’anno che volge al termine è stato contraddistinto da una rivoluzione verde che ha attraversato un pò tutto il pianeta. In tutto il mondo si è estesa la consapevolezza di mettere in atto un nuovo corso, in cui l’utilizzo di energie alternative e il rispetto dell’ambiente sono i punti cardine. Anche se rimane ancora molta strada da percorrere.
Certamente il recente Congresso di Copenhagen è stato una brusca battuta d’arresto alle speranze di chi credeva questa rivoluzione avesse effetto immediato. Malauguratamente occorrerà attendere ancora. Ma i segnali positivi non sono mancati.
Durante quest’anno abbiamo anzitutto assistito ad una progressiva presa di conscienza delle nazioni.
Quasi tutti i paesi hanno lanciato i loro programmi, più o meno realistici, di aumento delle quote di energia prodotta da fonti rinnovabili. E quasi tutti i paesi hanno riscontrato la strategicità e la reddività potenziale del settore.
Il 2009 è stato l’anno in cui il solare fotovoltaico ha finalmente iniziato un lento ma inesorabile sviluppo, contraddistinto da un aumento considerevole della potenza installata e dell’efficienza complessiva degli impianti.
E l’anno dei gadget di uso quotidiano, che integrano meccanismi di ricarica solare.
Ma questo è stato anche l’anno dei grandi impianti solari termodinamici, costruiti in Spagna, le grandi strutture ad energia solare che promettono nel prossimo futuro di concorrere addirittura con gli impianti nucleari in fatto di rendimento.
E’ stato questo l’anno in cui gli impianti eolici si sono diffusi, ed si è diffusa una nuova promettente versione. L’eolico off-shore, che consente di installare gli impianti in mare aperto e con migliori rese.
Ma è stato anche l’anno dell’eolico ad alta quota, tecnologia complessa ma promettente.
I biocarburanti nel 2009 hanno fatto un nuovo passo avanti, dimostrando di poter essere prodotti senza sottrarre terreni alle coltivazioni di sussistenza. Gli aerei hanno dimostrato di poter volare sospinti da bio-propellenti, ma anche da energia solare.
Fonti come la geotermia e le biomasse si sono dimostrate sempre più importanti nel contribuire all’affrancamento dal petrolio e dagli altri combustibili fossili.
Quale 2010 ci attende? Il 2010 dovrà essere anzitutto l’anno della consapevolezza. La consapevolezza di incrementare in maniera sempre più rilevante gli sforzi nella direzione della rivoluzione verde.
Se il Congresso di Copenhagen può aver fallito, c’è già tempo di rimediare nel nuovo anno, con nuovi convegni alle porte e con le legislazioni nazionali che possono prendere le decisioni che non sono state prese in Danimarca.
Questo è l’anno in cui deve crescere la consapelvolezza dei singoli cittadini, nella ricerca dell’efficienza e del risparmio Continue reading Quale 2010 per le fonti rinnovabili?
Quest’anno fai trovare sotto l’albero ad amici e parenti regali utili alimentati ad energia rinnovabile
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