Uno studio italiano dimostra che la via del miglioramento delle rese energetiche e del risparmio è notevolmente più redditizia della via dell’atomo
Ce ne hanno raccontate di tutti i colori sul nucleare, confondendoci sulla reale utilità di una forma di energia. La reazione a catena generata dalla fissione, produce valori enormi di energia, questo è vero. Ma ancora adesso è difficile capire se l’impatto dell’atomo sul sistema produttivo elettrico italiano sia davvero cosi positivo.
Oggi nel nostro paese viene proposto uno studio sicuramente molto interessante, che ci togli parte di questi dubbi e contestualmente ci propone una realtà un pò diversa da quella che viene fuori di solito.
Da questo studio emerge che l’efficienza energetica ha delle potenzialità davvero enormi. Ma cosa si intende per efficienza energetica? Con questo termine di intende una vasta serie di attività volte non tanto a produrre nuova energia da nuove fonti, ma a migliorare le rese degli impianti e delle strutture già esistenti. E contestualmente eliminare sprechi e a diminuire i consumi. In questo caso gli esempi pratici funzionano meglio di mille parole. Prendiamo una casa indipendente collegata alla linea elettrica. Efficienza energetica vuol dire montare pannelli fotovoltaici per l’elettricità e il riscaldamento, i doppi vetri per le dispersioni di calore, elettrodomestici a bassi consumi all’interno, ecc. Senza dover costruire una nuova centrale, varie interventi hanno ridotto i consumi e migliorato l’efficienza energetica della casa. Traslate lo stesso concetto su scala nazionale.
Il dato stupefacente che emerge dallo studio che interventi coordinati di questo tipo porterebbero complessivamente il nostro paese a tagliare del 20% le inefficienze complessive, con una diminuzione dello stesso livello nei consumi.
Tanto che si stima che lo stesso risultato, senza interventi legati all’efficienza, si otterrebbe con la costruzione di ben 8 impianti nucleari. Con aggravi evidenti in termini di costi, e di produzione di scorie.
Cos’altro ci occorre per comprendere definitivamente che la via del nucleare è quella sbagliata?



Ma non dicono che quattro centrali nucleari soddisfano il 25% di fabbisogno energetico nazionale? Vi aspetto sul mio blog, per una risposta.
Se devo esser sincero mi sembra esagerato … 8 centrali nucleari di quale potenza? Non si citano gli studi … di chi? quali? link di riferimento? Mi sembra un articolo che semplifica eccessivamente il problema. Non dico che non si possa fare … anzi! Ma con quattro parole senza citare fonti … mi sembra un tantino poco divulgativo!