Malmo, 2000 famiglie a impatto zero

La città svedese sarà il piatto forte della conferenza di Copenhagen, l’esempio che un futuro a zero emissioni è auspicabile.

http://www.citiesforpeople.net/

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Copenhagen e Malmo, per quanto collocate in due nazioni diverse, distano fra loro meno di 50 km. E oggi la loro vicinanza, oltre ad essere fisica è anche una vicinanza a livello ambientale. Perchè fra pochissimi giorni la capitale danese ospiterà un convegno di fondamentale importanza in relazione alle problematiche di natura climatica. E Malmo si propone come uno degli esempi più calzanti di comunità a emissioni zero.
All’interno del centro svedese sorge l’agglomerato di Western Harbour, zona della città ben visibile in questa mappa. Il quartiere ha vissuto nel passato una spiccata vocazione cantieristica, un’attività piombata in una crisi profonda negli anni ’90, quando registrava tassi di disoccupazione elevatissimi. Di fronte al declino, Malmo ha avuto la sua reazione. Una reazione che come nelle piu belle storie a lieto fine a cambiato il declino in opportunità.
Nei luoghi sopra descritti è nato uno dei più avveneristici distretti d’Europa, abitato da 2.000 famiglie che vivono una vita a emissioni zero. Un risultato ottenuto con costanza e cospicui investimenti di aziende del rinnovabile.
Innanzi tutto le vecchie centrali a carbone e petrolio, sono state sostituite da un impianto a gas naturale e un  termovalorizzatore. Ma non solo. Nel sottosuolo esistono importanti possibilità geotermiche. Grandi quantità d’acqua vengono pompate al di sotto della crosta terrestre, e conservate in una sorta di serbatoio termico ad una temperatura costante di 15 gradi centigradi. Ma Malmo, e i paesi i nordici in genere, sono soprattutto energia eolica. E il distretto di Western Harbour non si discosta da questa filosofia, ricevendo un cospicua quantità di energia da due mastodontici impianti off-shore.
E Malmo è all’avanguardia anche nell biogas. Ma la parte attiva la fanno i cittadini.
Perchè gli impianti a energia solare sui tetti sono ormai centinaia, e funzionano in un ottica d’insieme, cedendo calore quando ne producono in eccesso. Insomma uno splendido slogan per l’imminente conferenza che deciderà l’atteggiamento del pianeta nella sfida dell’emergenza climatica.

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