Parziale marcia indietro di Usa e Cina, le decisioni di Copenhagen avranno effetto politicamente vincolante.
La doccia fredda di qualche giorno fa, circa l’impossibilità di dare al Congresso di Copenhagen valore vincolante, aveva preoccupato un po tutti.
In primis l’Unione Europea, che trovandosi ormai pronta per l’accordo è rimasta spiazzata dal dietro front di Obama e della Presidenza cinese.
Ma le critiche piovute da ogni parte e il pericolo di allungare troppo la discussione sulle problematiche climatiche, ha chiamato le superpotenze economiche a una presa di coscienza immediata.
Copenhagen si farà, verranno definiti dei rigidi parametri e i paesi saranno politicamente vincolati a rispettarli.
La definizione di vincolo politico però desta qualche piccola perplessità. A quanto pare i paesi partecipanti usciranno da Copenhagen con un accordo formale che li impegnerà, ma soltanto quando i vari parlamenti ligefereranno in tal senso.Come dire che l’eventuale non rispetto degli accordi, non sortirà effetto legale per i paesi contravventori.Un dilemma spinoso che che declassa l’evento in terra danese, assolutamente non equiparabile a Kyoto, primo vero accordo internazionale sull’emergenza climatica.
Ma le preoccupazioni sono in realtà più formali che effettive. Perchè se è vero che Stati Uniti e Repubblica Popolare Cinese hanno voluto mantenere un margine che preserva da qualche brutta figura, è altrettanto vero che le due nazioni hanno già compreso la strategicità dell’energia verde e delle fonti rinnovabili, che apriranno nuove prospettive e forniranno possibilità di guadagno consistenti.
Gli Usa lavorano per il primato nel fotovoltaico. In Cina le aziende di questo settore spuntano come funghi.
Se uno dei due paesi decidesse per un massiccio sviluppo dell’eolico sul proprio territorio, si potrebbe trarre energia sufficiente per tutto il pianeta. E al diavolo petrolio e nucleare.
La vastità della federazione americana e del territorio cinese, garantiscono risorse diversificate, per lo sfruttamento di biomasse, energia geotermica, biocarburanti.
E l’estensione e la tutela degli immensi territori forestali di entrambi, è una buona garanzia per l’assorbimento dell’anidride carbonica in eccesso.
Quindi che si vada a Copenhagen più sereni, con la consapevolezza di un pianeta che sta decisamente voltando pagina.





[...] La conferenza di Copenhagen sui cambiamenti climatici avrà effetto vincolante [...]
[...] incredibile. Di certo qualsiasi colonia umana si stabilisca sulla luna, avrà bisogno in primis di energia. Energia per scongelare l’acqua, energia per generare ossigeno, energia in genere per il [...]
[...] incredibile. Di certo qualsiasi colonia umana si stabilisca sulla luna, avrà bisogno in primis di energia. Energia per scongelare l’acqua, energia per generare ossigeno, energia in genere per il [...]
[...] Eppure l’accordo in qualche modo, va trovato. E il più presto possibile. Perchè quando Kyoto si tenne nel 1997, prospettava l’inversione di tendenza già in questi anni, calcolando [...]
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[...] che l’obbiettivo è quello di portare a 1/3 la quota di energia prodotta per mezzo dell’energia verde entro il 2050. Un traguardo lontano inframezzato da quello del 2020, pari a un 15% del fabbisogno [...]
[...] della favola, la diffusione del solare termico è ampiamente frenata. Stesso discorso per l’eolico. La credenza diffusa è che l’energia eolica siano solo i grandi parchi, costruiti da grandi [...]