Il Portogallo, antica potenza coloniale, diventa paese di riferimento dell’eolico nell’Europa moderna

In una ideale congiunzione tra un glorioso passato e un promettente futuro, il Portogallo si propone fra i paesi che puntano maggiormente allo sviluppo dell’energia eolica.

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Il Portogallo non è il soltanto il paese di Cristiano Ronaldo, la star calcistica del momento. Il Portogallo è una nazione da un passato glorioso che fino a 600 anni fa circa dominava il mondo. Quando il Vecchio Continente espanse i propri orizzonti e temerari navigatori disposti ad affidare la propria sete di avventura a fragili imbarcazioni di legno, il Portogallo era li.
Era li a promuovere le spedizioni transatlantiche, ad espandere i commerci, a creare una connessione con luoghi lontani e misteriosi che fino ad allora non era mai stata creata.
Al di là del giudizio storico sullo sfruttamento e le atrocità che dovettero subire i paesi colonizzati, al Portogallo va il merito di essere riuscito a superare le barriere ed avere creato, assieme ad altre realtà, l’embrione della globalizzazione. Un fenomeno negativo per certi versi, ma complessivamente fondamentale.
Le grandi esplorazioni dell’epoca furono tutte frutto del vento, delle preziose correnti oceaniche che spingevano le aspirazioni dei grandi navigatori oltre le sconfinate distense d’acqua.
Tuttavia in pochi secoli, la fiamma della grande potenza imperiale portoghese, si spense così come si era accesa. E per il paese si aprirono scenari diversi, a volte tetri. Come la dittatura che soffocò le sue sorti dagli anni 20 fino al 1974, determinando uno stato di arretratezza all’interno dello scenario europeo.
Ma come in ogni bella favola, le nebbie si sono diradate, e per il Portogallo è tornato il sereno. Con il contributo del vento che ha spazzato via le nuvole. Un vento ricorrente in questa storia.
Perchè oggi il paese trae il 13% dell’energia che consuma dall’eolico, una risorsa di cui la costa atlantica abbonda.
Ma come ogni buona risorsa, non vale nulla se non viene adeguatamente sfruttata. Per cui le autorità locali hanno avviato un piano serrato per aumentare la potenza installata del 65% entro il 2013.
Centinaia di milioni di euro di investimenti per la messa in opera nei prossimi anni di almeno una cinquantina di nuovi impianti, e centinaia di migliaia di tonnellate di CO2 risparmiate all’ambiente.
Al Portogallo il terzo gradino del podio fra i paesi che di più investiranno nel rinnovabile, dopo Svezia e Austria.
Una fantastica esperienza che il paese sta affrontando con lo spirito ideale, come una prosecuzione ideale di un passato glorioso di potenza coloniale che oggi diventa potenza del rinnovabile.

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