La capitale si appresta a sostituire i vecchi lampioni con soluzioni più innovative e rispettose dell’ambiente
In un vecchio post nonsolosolare.it tesseva le lodi dei lampioni a led, a ricarica fotovoltaica, definendoli come la soluzione definitiva alla problematica dell’illuminazione stradale. In quella sede, piovvero critiche a quell’articolo da un lettore del blog che riteneva l’illuminazione a led ancora prematura.
A quanto pare se il comune di Roma decide in questo senso, la previsione non era poi cosi sbagliata. Il primo quartiere coinvolto sarà quello del Campidoglio. E le cifre parlano chiaro e non lasciano veramente spazio a dubbi di nessun tipo.
I vantaggi principali sono tre: costi di gestione molto piu bassi, consumi elettrici ridotti e illuminazione più equilibrata e meglio distribuita. La voce dei consumi è davvero molto importante, perchè si calcola che in rapporto ad un normale lampione, quello a led e fotovoltaico abbia un dispendio inferiore addirittura di più del 50%. Un interesse particolare va alla durata del dispositivo, molto prolungata rispetto al classico lampione. E certamente alla manutenzione, molto meno onerosa.
Per non parlare della luce emessa che risulta più gradevole, senza emissioni ultraviolette. E l’accensione, quando cala la sera, è immediata. Tutti fattori che fanno di questa soluzione la scelta giusta.
La possibilità di estendere l’iniziativa a tutta Italia porterebbe benefici incalcolabili. Nella lotta alle emissioni di CO2 sarebbero garantiti cospicui risparmi, e i Comuni, dai piu piccoli ai piu grandi, potrebbero in pochi anni alleggerirsi delle incombenze collegate all’illuminazione pubblica, i costi, la manutenzione.
E pensiamo a tutte quelle zone che ancora oggi sono poco illuminate o addirittura prive di illuminazione nelle ore notturne.
Con enormi rischi sia per la sicurezza delle persone che per la circolazione stradale e la possibilità di incidenti.
Senza necessità di collegarsi alla rete elettrica, si avrebbe luce laddove non si pensava possibile, a costi contenuti.
Siamo pronti per la rivoluzione dell’illuminazione che evidentemente, ovviamente, ancora una volta, passa per le fonti rinnovabili.





[...] L’energia solare per quanto si possa sviluppare praticamente in tutto il mondo, persino ai Poli, trova la sua massima espressione nei luoghi piu caldi e assolati del pianeta. Ne deriva che le località tropicale ed equatoriali solo particolarmente adatte ad ospitare installazioni fotovoltaiche per la produzione di energia elettrica. Purtroppo, però, i paesi che dispongono dei più elevati valori di potenziale fotovoltaico, sono paesi poveri. Molto spesso paesi che non hanno le possibilità concrete di destinare risorse allo sviluppo di questa tecnologia. Per questo sono prevalentemente gli stranieri a stringere accordi e a installare gli impianti in loco. Oggi ci occupiamo di un paese magico, il Marocco. Un paese entrato ingiustamente nell’immaginario collettivo come la patria dell’immigrazione clandestina in genere. Una valutazione frettolosa, che non rende giustizia a un luogo dalla cultura e l’arte sopraffina, ricco di scorci caratteristici e bellezze naturali. E’ notizia di questi giorni, la volontà delle autorità marocchine di lanciare lo sviluppo dell’energia solare nel paese, con un progetto del valore di 9 miliardi di dollari. L’annuncio ufficiale è avvenuto nella città di Ouarzazate, nel sud del paese, alla presenza del re e del segretario di Stato americano. Gli obbiettivi dei prossimi anni sono davvero interessanti. Il Marocco, da sempre dipendente dall’estero per l’approvigionamento di energia, mira a conquistare una storica indipendenza in questo campo. E per fare ciò di muoverà su fronti differenti. La volontà è quella di sviluppare parallelamente le tre fonti pulite su cui può puntare il paese: il fotovoltaico, l’idroelettrico e l’eolico. Il tutto, secondo una rigida tabella di marcia, dovrebbe concretizzarsi nell’anno 2020, in linea con gli obbiettivi mondiali di transizione al rinnovabile. Un altro paese si abbandona incondizionatamente alle risorse rinnovabili, e la cosa fa particolarmente piacere perchè si tratta di un paese in via di sviluppo. Share and Enjoy: [...]
[...] L’energia solare per quanto si possa sviluppare praticamente in tutto il mondo, persino ai Poli, trova la sua massima espressione nei luoghi piu caldi e assolati del pianeta. Ne deriva che le località tropicale ed equatoriali solo particolarmente adatte ad ospitare installazioni fotovoltaiche per la produzione di energia elettrica. Purtroppo, però, i paesi che dispongono dei più elevati valori di potenziale fotovoltaico, sono paesi poveri. Molto spesso paesi che non hanno le possibilità concrete di destinare risorse allo sviluppo di questa tecnologia. Per questo sono prevalentemente gli stranieri a stringere accordi e a installare gli impianti in loco. Oggi ci occupiamo di un paese magico, il Marocco. Un paese entrato ingiustamente nell’immaginario collettivo come la patria dell’immigrazione clandestina in genere. Una valutazione frettolosa, che non rende giustizia a un luogo dalla cultura e l’arte sopraffina, ricco di scorci caratteristici e bellezze naturali. E’ notizia di questi giorni, la volontà delle autorità marocchine di lanciare lo sviluppo dell’energia solare nel paese, con un progetto del valore di 9 miliardi di dollari. L’annuncio ufficiale è avvenuto nella città di Ouarzazate, nel sud del paese, alla presenza del re e del segretario di Stato americano. Gli obbiettivi dei prossimi anni sono davvero interessanti. Il Marocco, da sempre dipendente dall’estero per l’approvigionamento di energia, mira a conquistare una storica indipendenza in questo campo. E per fare ciò di muoverà su fronti differenti. La volontà è quella di sviluppare parallelamente le tre fonti pulite su cui può puntare il paese: il fotovoltaico, l’idroelettrico e l’eolico. Il tutto, secondo una rigida tabella di marcia, dovrebbe concretizzarsi nell’anno 2020, in linea con gli obbiettivi mondiali di transizione al rinnovabile. Un altro paese si abbandona incondizionatamente alle risorse rinnovabili, e la cosa fa particolarmente piacere perchè si tratta di un paese in via di sviluppo. Per leggere tutto articolo vai al sito ufficale Blog, Notizie Tags: Fotovoltaico ARTICOLI A TEMA [...]
potreste cortesemente mettere in funzione per il momento quei 7 lampioni in via prato corazza impiantati 16 mesi orsono e mai collegati? grazie tante
[...] strumento per l’attività fisica del suo proprietario, permette di calcolare il risparmio di emissioni di CO2 ottenuto grazie alla passeggiata a piedi. Un particolare software, infatti, rilascia questo dato in [...]
Sono “quello” che diceva che l’iiluminazione a LED è prematura.
Non solo sottoscrivo quello che ho detto, ma rilancio: come fai tu a dimostrare quello che dici (risparmio del 50%, minori costi di manutenzione, ecc..)?
Hai per caso fatto dei test?
Visto che è da un pò che mi occupo di illuminazione, ho anche fornito dati e numeri per le affermazioni che ho fatto (ma non sono solo io a dire queste cose).
E’ facile farsi belli facendo promesse: oggi si raccoglie, poi domani quando si piangerà per i costi esorbitanti o i consumi non così bassi come al solito daremo alla colpa al “cattivo governo”.
Magari informatevi prima di sentenziare:
http://arching.wordpress.com/2009/05/28/illuminazione-pubblica-a-led-1-parte/
http://arching.wordpress.com/2009/08/25/illuminazione-pubblica-a-led-2-parte/
Quando porterete dei dati certificati che dicono il contrario, sono pronto a discuterne.
A presto
Matteo Seraceni
P.S. Mettete a posto i lampioni del povero Furio Frate, prima di arrivare con comunicati stampa di questo genere…