Dopo gli USA e la Cina, un’altro paese storicamente avverso alla limitazione delle emissioni, cede alla rivoluzione verde.
L’India è un paese molto particolare. Un luogo avvolto da un’aura di fascino e di mistero, dove si va per perdersi alla ricerca di se stessi. Un paese avvolto da una profonda spiritualità, dal carattero unico.
Ma oggi l’India non è soltanto un paese orgoglioso della sua originalità, l’India è anche una delle economie con i più alti tassi di sviluppo del pianeta. Un’economia dove si reperisce forza lavoro qualificata a basso costo, e dove le opportunità di sviluppo per le multinazionali estero sono notevoli, anche in virtù di una popolazione di centinaia di milioni di persone che costituiscono un interessante mercato nel quale espandersi.
Quindi non è un mistero che le grandi città dell’India si stiano espandendo e sviluppando a livello economico.
Fioriscono i grattacieli, i grandi distretti economici, le grandi industrie e i grandi stabilimenti produttivi.
Un fenomeno che negli ultimi anni è diventato di anno in anno sempre più rilevante, anche in barba ad una crisi economica che in India ha più che altro significato un lieve rallentamento della crescita.
Ma come per tutti i fenomeni di crescita economica, per i risultati, spesso, ci sono dei prezzi da pagare.
L’India è un paese ad elevato tasso di inquinamento atmosferico, ed è ovviamente un soggetto che contribuisce in maniera consistente alle emissioni globali di CO2 nell’atmosfera.
Preoccupazioni che ovviamente hanno costretto la comunità internazionale a puntare il dito contro questo paese, che nel corso degli anni non si è mai regolamentata in senso ambientale.
L’India non aveva risposto alla chiamata di Kyoto. E si è dimostrata riluttante negli anni a mettersi in discussione.
Ma l’onda lunga delle fonti rinnovabili alla fine ha investito anche il paese che diede i natali al mahatma Gandhi.
Oggi il Governo indiano prende la storica decisione di investire cospicuamente nel fotovoltaico, in ragione della collocazione equatoriale della penisola.
Un’investimento che dovrebbe garantire entro il 2020 all’India 1/8 di energia pulita sul totale dell’energia prodotta.
Anche se le preoccupazioni restano. Contestualmente allo sviluppo delle energie verdi, l’India incrementerà anche l’utilizzo delle centrali a carbone. Una misura che potrebbe rallentare il percorso verso il contenimento delle emissioni.
Solo il futuro ci restituirà la verità.










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