A Caradache vengono rinvenuti all’interno dell’impianto quantità consistenti di scorie di plutonio e l’attività programmata viene sospesa
Se il nostro paese deve intraprendere un percorso nel nucleare è bene che si sappia tutto, ma veramente tutto.
Che gli italiani siano in maggioranza contrari a questa scelta non è un segreto, e presumere un consenso della popolazione che non è possibile verificare prima della costruzione delle prime centrali appare tanto come un atto autoritario.
Il fatto è che da oggi, al momento in cui la prima reazione nucleare controllata verrà avviata nel primo impianto attivo, passerà sicuramente molto tempo e in questo periodo sarà bene riconsiderare a fondo la situazione.
Uno studio svizzero di oggi afferma che il nucleare si stia avviando ad un lento declino e l’analisi delle tendenze attuali lo dimostro. Gli impianti nel mondo superano di poco le quattrocento unità e si stima che per ogni 3 centrali in progetto di qui ai prossimi anni ne entrerà in effetticamente in funzione soltanto una, mentre gran parte dei reattori oggi attivi verrano progressivamente spenti.
Di conseguenza la linea della grafico della produzione nucleare subirà in pochi decenni un calo lento ma inesorabile.
Resta da chiedersi perchè in uno scenario del genere l’Italia cerchi di far salire questa linea.
Ma non è questo il tema centrale di questo post.
Lo scopo è quello di rendere noti eventi che si vorrebbe relegare alla marginalità, ma che rappresentano veri campanelli d’allarme.
Eventi che sono accaduti in Francia, pochi giorni fa. Un gruppo di persone addette allo smantellamento di un vecchio impianto di carburante fissile MOAX, è al lavoro per procedere alla dismissione. Un lavoro iniziato diversi anni fa.
Siamo a Cardache nel Sud del paese dove si pensava fosse stoccata una minima quantità di plutonio, prossima agli 8 chili.
Ma se ne sono trovati ben 38, suddivisi in oltre 400 contenitori, ed a quel punto è scattato immediatamente all’allarme.
In primo luogo per stabilire come mai tutto questo materiale non fosse mai stato dichiarato. In secondo luogo perchè esisterebbero rischi concreti di innescare una reazione nucleare derivante da semplici fattori ambientali, un potenziale disastro quindi.
Siamo nel 2009, conosciamo e utilizziamo questa forma di energia da piu di 50 anni ma pensare di controllarla è pura presunzione. I rischi sono troppo elevati, in qualunque modo la si cerchi di mettere.
La scelta del rinnovabile sarà pure una scelta difficile e irta di difficoltà, ma, permettetemi di dirlo, priva di rischi.
Non c’è rischio in un pannello solare pesante diversi chili, ne costituisce un pericolo un aerogeneratori che pesa quintali.
C’è invece un rischio incalcolabile in pochi kg di materiale fissile, per noi e per le prossime generazioni.
A quale costo vogliamo continuare a perseverare in una strada cieca che non ha sbocchi e prospettive?





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