La nuova frontiera: abiti che si riscaldano e creano la temperatura ideale per il corpo. Addio ai termosifoni?
Il problema del riscaldamento degli ambienti è oggi una delle problematiche energetiche più spinose da affrontare, in un futuro che si preannuncia privo di combustibili fossili nel quale dovremo necessariamente rivolgerci ad altre fonti per rendere più mite il clima delle nostre case e dei nostri luoghi di lavoro nei mesi invernali.
I pannelli solari termici rappresentano oggi una buona soluzione specialmente in luoghi isolati. Il loro piccolo limite è ancora rappresentato dall’interruzione di erogazione di energia termica nelle ore notturne e nelle giornate nuvolose.
Un buon ruolo lo stanno acquistando le biomasse e il gas metano che producono.
E’ comunque vero che la parte del leone la giocano ancora il gas naturale e i derivati del petrolio che ad oggi alimentano la stragrande maggioranza delle caldaie e degli impianti di tutto il mondo.
Una buona soluzione per il futuro sarebbe quella di adottare un comportamento più intelligente nella gestione del calore, evitando di climatizzare le nostre case a temperature eccessive superiori ai 22 gradi.
Si calcola che se si adottasse uno standard di 20 gradi centigradi in inverno, le emissioni di CO2 subirebbero un taglio davvero risolutivo per gran parte dei problemi dell’umanità.
Oggi la tecnologia ci viene incontro con un ritrovato davvero innovativo, ovvero l’abito che sfuttando i PCM, speciali materiali in grado di immagazzinare energia termica dal sole e restituirla gradatamente per mezzo del passaggio di stato, dal solido al liquido.
Un procedimento che sovverte la concezione di riscaldamento, dove non saranno più gli ambienti ad essere climatizzati, ma le persone. Lo stesso principio potrebbe essere applicato oltre che ai tessuti dei vestiti anche ai materiali con cui vengono prodotti i letti.


