Per la Nasa aumento di 7 metri dei livelli dei mari entro fine secolo

Hansen, consulente Nasa, profetizza un aumento sconsiderato dei livello dei mari entro fine secolo, rivedendo in chiave peggiorativa le convinzioni diffuse fra la comunità scientifica

http://www.ruid.com/

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Il surriscaldmento globale è una bomba innescata, con un timer che da tempo sta effettuando il suo countdown, mentre le misure per diminuire le emissioni assomigliano tanto alle azioni di un artificiere che cerca di trovare in tempo il modo di disinnescare l’ordigno. Se è vero che universalmente si sta prendendo coscienza del problema, è altrettanto vero che al momento persistono grandi incertezze sui tempi che rimangono all’umanità prima che il danno risulti irreversibile e sui reali effetti che potrebbe produrre una catastrofe ambientale di tali proporzioni.
La Nasa, l’Agenzia spaziale americana, che per prima ha permesso di analizzare in maniera analitica gli effetti dei cambiamenti climatici grazie alle foto che testimoniano ad esempio l’arretramento del fronte dei ghiacciai, è ora uno degli enti maggiormente coinvolti nelle problematiche legate alla concentrazione di anidride carbonica dell’atmosfera.
Hansen è uno studioso 68enne, una sorta di super consulente che da anni stila previsioni per l’Ente, e a quanto pare negli anni 80 e 90 ha previsto prima di altri i livelli di aumento della temperatura sul globo.
Oggi la stessa persona stila una nuova previsione, che assume i toni della profezia, dichiarando che qualora senza un’immediato e brusco calo della concentrazione di CO2 nell’atmosfera, i livelli mari sono destinati a salire di ben 7 metri entro la fine di questo secolo. Una prospettiva inquietante, perchè metterebbe a rischio l’esistenza stessa le isole e le coste dell’intero pianeta.
Fortunatamente Hansen, da professionista, non fornisce solo la diagnosi ma propone anche la cura che dovrà, a sua parere, essere somministrata rapidamente.
Una cura che consiste nella rapida eliminazione del carbone come combustibile fossile e nella ricerca di una riduzione della concentrazione di CO2 che a suo parere deve passare dalle attuali 387 parti per milione a 350 per poi calare ulteriormente.
Siamo pronti ad accettare la sfida?

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