E sono previste anche interessanti manovre riguardati il risparmio energetico e la riduzione delle emissioni di CO2
L’accordo fra i paesi dell’Unione Europea denominato 20 - 20- 20 e i suoi obiettivi non sono troppo lontani. In soli 11 anni si dovranno realizzare miglioramenti in fatto di efficienza energetica, consumi e problematiche di natura ecologica.
Per questo occorre che tutti siano attivamente coinvolti nel progetto, gli Stati nazionali ma anche le amministrazioni locali.
Oggi rivolgiamo la nostra attenzione al Piemonte, una delle regioni più grandi e popolose d’Italia, cuore della produzione automobilistica del nostro paese con la sede dello storico stabilimento della FIAT (Fabbrica Italiana Automobili Torino).
Oggi il Piemonte si dice pronto a raccogliere la sfida della lotta al surriscaldamento globale e allo sviluppo delle fonti alternative per la produzione di energia elettrica. E ritiene il 2020 una termine temporale accettabile per conseguire questi risultati.
Innanzi tutto verrà avviata una politica volta al contenimento dei consumi energetici, anche grazie alla sensibilizzazione della popolazione su questo tema.
In questo modo si potrà fornire un grande contributo al taglio delle emissioni e contestualmente sarà più facile razionalizzare le fonti energetiche per il futuro.
Il campo più interessante per il Piemonte è quello delle nuove fonti di approvigionamento energetico.
La Regione per il futuro avrà un ventaglio di opzioni interessanti sulle quali puntare decisamente.
A partire dalle biomasse, in ragione di un patrimonio forestale consistente e della possibilità di incrementarlo ulteriormente.
Per proseguire con l’energia geotermica, per la quale esistono siti particolarmente interessanti sul territorio.
E poi la più classica delle fonti rinnovabili, l’idroelettrico, che per quanto già molto utilizzato dal Piemonte ha notevolissime prospettive di incremento.
Per continuare con il solare fotovoltaico e soprattutto con il solare termico per il quale si prospetta un grande sviluppo.
Ma il Piemonte afferma che per quanto esistano le potenzialità, occorrerà sfruttarle tramite politiche mirate e tramite una gestione misurata ma continua degli incentivi.
Un altro pezzo di mondo che si abbandona incondizionatamente alla rivoluzione verde.






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