L’uomo più ricco di Cina è un produttore di auto elettriche, la piazza d’onore a un’imprenditrice dedita al riciclo della carta
Che il mercato delle energie pulite sia una sicura occasione di business con incredibili occasioni di sviluppo lo si era capito subito, tuttavia oggi i ritmi di crescita, in un periodo di crisi economica globale, sono veramente stupefacenti.
E questo fenomeno, anche se in leggero ritardo, lo ha cavalcato la Cina un paese che oggi vanta una delle economie più floride del pianeta. Come è d’abitudine in Occidente ogni anno viene pubblicata la classifica dei personaggi più ricchi del paese, che a quanto pare quest’anno non sono petrolieri o speculatori di borsa.
Oggi il Rockfeller cinese si chiama Wang, ed è il magnate dell’industria delle automobili elettriche, e vanta un patrimonio complessivo di oltre 5 miliardi di dollari. Una cifra difficile persino da pronunciare.
E’ particolarmente avvincente la storia di quest’uomo che si è affrancato da una vita rurale per lanciarsi diversi anni orsono nel mercato delle batterie al litio.
Wang in quell’occasione precorse i tempi e divenne il fornitore principale delle più grandi aziende di telefonini nel mondo.
Ma non è finita qui. Con occhio lungimirante l’imprenditore si lanciò nel settore delle automobili elettriche, un settore che in tempi non sospetti ha vissuto incredibili ritmi di crescita.
Il caso ha voluto che l’opera di Wang attraesse capitali stranieri e ormai il gioco era fatto: il valore di ogni azione crebbe fino a 8 volte il suo valore iniziale portando l’imprenditore cinese nell’Olimpo.
E oggi i suoi prodotti sono in aperta concorrenza con colossi come Toyota ed Honda.
Ma che la green-economy sia una scelta vincente lo dimostra anche il secondo posto in questa speciale classifica degli uomini più ricchi di Cina. Un secondo posto occupato dal gentil sesso.
Un’imprenditrice che ha fatto del riciclo della carta un’importante opportunità di business.
Che questo fenomeno si estenda anche in Occidente?
Forse fra meno di un decennio i grandi industriali del petrolio, della finanza e dell’hi-tech verranno sostituiti da una nuova classe dirigente impegnata nel settore del rinnovabile. Non è da escludere.


