La società tedesca del settore energetico già presente in Italia dirotta verso l’estero risorse sulle fonti rinnovabili, e tiene buono il nostro paese solo per i reattori nucleari
Nonsolosolare.it apprende di questa notizia da una nota della Reuter pubblicata soltanto ieri, e cerca di leggere più ampiamente quest’avvenimento. Occorre andare con ordine.
E.On è una delle tante aziende entrate sul mercato italiano dell’energia, all’indomani della liberalizzazione del settore, cercando nuove opportunità di guadagno e di sviluppo del gruppo.
Sul sito internet di E.On si percepisce una vocazione ‘verde‘ dell’azienda, che tiene a rimarcare quanto il mix di energia proposta deriva per la metà da gas naturale e per una buona quota da fonti pulite.
Un’aspetto assolutamente positivo, sia ben chiaro.
Poi si da un’occhiata alla ramificazione del gruppo E.On nel mondo: si scopre che la Società è presente, tramite acquisizioni varie, anche sul mercato svedese, inglese e statunitense. E prossimamente anche in quello spagnolo.
Dopo questa visione d’insieme cerchiamo di comprendere il progetto.
L’Italia, varata la legge per il ritorno al nucleare e dimostrato un’interesse sempre più flebile per le fonti rinnovabili, viene identificato come un’occasione di sviluppo per l’atomo.
Senza una centrale attiva, ne una in costruzione.
E la Spagna, che dell’Italia condivide il clima mite ideale per il fotovoltaico, ma che vanta il pregio di aver creduto nella tecnologia solare termodinamica e di aver ritenuto le fonti rinnovabili in genere un settore strategico.
E se un operatore che si dice improntato alle energie verdi sceglie la Spagna è perchè crede che sul suo territorio esistano le condizioni e le prospettive per espandersi.
Il lato comico sta nel fatto che in Italia sono ancora attivi e vitali gli incentivi alle rinnovabili ma nel paese del premier Zapatero sono stati completamente eliminati, con qualche ripercussione.
Il quadro che viene fuori circa il nostro paese è quello di un mercato senza sbocchi decisivi per le fonti rinnovabili che vengono osteggiate dalle istituzioni e anche se a discapito di tutto si espandono, non garantiscono certezze per il futuro.
Una realtà che deve far riflettere e che dovrebbe sensibilizzarci.
I rischi di rimanere al palo quando sarà il momento di correre si fanno sempre più concreti.


