Primo passo ambientale della Cina: riduzione delle emissioni e fonti rinnovabili

http://www.gazzettadiparma.it/

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E’ tempo di grandi discorsi all’Assemblea delle Nazioni Unite.
E Barak Obama, il primo presidente nero della storia americana, ne è il principale attore.
Le parole di quest’uomo stanno scuotendo un pò tutti per gli elementi di profonda novità che contengono.
Obama afferma che la democrazia non può essere esportata e che il pianeta può ambire ad un futuro di pace fra i popoli, quando fino ad oggi sono soffiati prevalentemente venti di guerra e la logica dell’esportazione della democrazia ha imperversato.
Obama afferma che l’emergenza climatica va combattuta rapidamente ed energicamente, per evitare di consegnare alle future generazioni un pianeta irrimediabilmente compromesso.
Una tale risolutezza di pensiero che ha inevitabilmente contagiato tutti, anche la Cina, che nella stessa sede (l’Assemblea ONU), ha per la prima volta preso impegni concreti in campo ambientale.
Un evento storico, se si pensa che oggi la Cina veniva ritenuta il paese con maggiori responsabilità nel fenomeno del surriscaldamento globale.
Oggi il Governo cinese afferma un categorico taglio delle emissioni, assolutamente in linea con gli obbiettivi di Kyoto, e il lancio in grande stile delle fonti rinnovabili, con un obbiettivo concreto per l’anno 2020.
Un 15 per cento dell’energia totale dovrà provenire dalle energie verdi, un target simile a quello degli altri paesi coninvolti nella rivoluzione ambientale di questi anni. Che in un paese che conta più di un miliardo di abitanti, diventa una cifra davvero significativa.
Non solo, la Cina rilancia. 40 milioni di ettari di alberi saranno piantati in tutto il territorio del paese, con il chiaro obbiettivo di assoribire gli eccessi di anidride carbonica nell’atmosfera. Un dubbio è lecito.
Questa misura è stata proposta in primis dalla Cina. Tutti i paesi stanno ribadendo quanto sia importante contenere le emissioni, ma perchè nessuno si degna di proporre un’intensa attività di rimboschimento anche qui, in Europa, in Italia.? Abbiamo forse paura di svegliarci un giorno in una città un pò meno grigia e un pò piu verde?
Sorvoliamo.
Soffermiamoci piuttosto su questi eveneti, che per una volta possono far sorridere di soddisfazione anche il più integralista degli ambientalisti. E una volta di più si ci domanda perchè impantanarsi nel dibattito del nucleare.

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