L’ENEA promuove a pieni voti le energie pulite

http://icnts2008.bo.infn.it

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Il rapporto ‘Energia e Ambiente 2008‘, redatto dall’ENEA (Ente per le nuove tecnologie l’energia e l’ambiente) contiene numerose valutazioni circa la realtà italiana in rapporto alle tematiche ambientali e lo sviluppo delle fonti rinnovabili e altre forme di energia.
Si parte innanzi tutto da un dato estremamente positivo, ovvero il calo di 6 punti percentuali delle emissioni di anidride carbonica, un effetto positivo della crisi economica in corso. Un dato che comunque non deve frenare l’impegno del nostro paese che deve certamente perseguire con altri mezzi l’importante risultato di drastica riduzione dei livelli di CO2 nell’atmosfera.
Per l’ENEA la strada da perseguire è duplice: da un lato lo sviluppo costante delle energie rinnovabili, tramite incentivi statali che ne garantiscano la fruibilità. Dall’altro l’impiego dell’atomo, che viene visto positivamente dall’ente che però ritiene controproducente una competizione fra il nucleare e le energie pulite.
Il parere di nonsolosolare.it in ogni caso rimane lo stesso. Qualora l’Italia avesse presenti e attive sul proprio territorio centrali il discorso sarebbe diverso, anche se in linea di principio il nostro paese ha sempre potuto fare a meno di questa fonte senza grosse ripercussioni economiche. Avviare ora, da zero, la creazione di un sistema di reattori, in un periodo in cui converrebbe impiegare consistenti risorse nelle fonti rinnovabili, appare un atteggiamento forzato. I dubbi circa l’impossibilità delle fonti rinnovabili di sostenere l’indipendenza dal petrolio, sembrano ugualmente forzati.
Se ogni tetto di ogni casa italiana venisse dotato di un impianto fotovoltaico, se tutte le zone adatte, valutato l’impatto paesaggistico, venissero dotate di efficienti impianti eolici e se il nostro paese puntasse decisamente sul solare termodinamico è davvero così remota la possibilità di garantire un 20, 30 o magari anche un 40% da fonti rinnovabili? Un dubbio legittimo a parere di nonsolosolare.it.
L’ENEA si è infine espresso circa la bocciatura del solare termodinamico da parte delle istituzioni e sullo scarso sostegno da parte dello Stato alle nuove tecnologie.
Circa il primo punto l’Ente ha affermato che l’Italia è leader mondiale nel settore, e appare inverosimile che il nostro paese abbandoni questa strada. In merito hanno parlato alcuni sentori che ritengono troppo impegnativo il termodinamico dal punto di vista degli spazi perchè per ottenere le stesse rese del nucleare una centrale in media richiede 120 ettari contro 60 – 70.
Ma una domanda è legittima. Nelle zone adatte, per la cittadinanza, è meglio una distesa di specchi o un reattore fumante?
In merito agli investimento, l’ENEA ha posto l’attenzione nel confronto fra alcuni stati europei virtuosi e il nostro paese.
Nel primo caso il 25% del budget viene dedicato alla ricerca energetica contro un 15% italiano.
Il solito record negativo per la ricerca italiana.

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