Solare termodinamico: in Australia centrale da 250 MW e in Italia una mozione per metterlo al bando…

http://www.nilosicilia.it

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Sul valore del solare termodinamico ormai non esistono più dubbi.
Lo dimostrano gli studi e ormai lo stanno dimostrando i fatti.
Oggi la Spagna, un paese industrializzato che per economia e territorio assomiglia molto all’Italia, ha scelto decisamente questa via costruendo centrali che in pochi anni copriranno il fabbisogno di centinaia di migliaia di utenti. Centinaia di migliaia.
E oggi un rapido ragionamento potrebbe far capire molte cose.
Oggi in Italia si rilancia in maniera estemporanea il nucleare, e l’idea è di partire con la costruzione di 4 centrali situate in 4 specifiche zone d’Italia. Ci basti pensare che se le aree che verranno occupate da queste installazioni venissero impiegate per la costruzione di impianti termdinamici avremmo rese magari leggermente inferiori, ma potremmo godere di energia per centinaia di migliaia di persone completamente pulita. Per non parlare della ‘svalutazione’ di un territorio su cui viene costruita una centrale nucleare.
Nel nostro paese addirittura viene presentata al Senato una mozione contro il solare termodinamico, che a detta dei promotori richiederebbe ‘costi esagerati in rapporto agli ampi spazi che richiede una centrale di questo tipo’.
La stessa mozione richiede di dirottare le risorse destinate a questi progetti verso altri progetti energetici, nucleare compreso.
Insomma, come al solito il senso di marcia in Italia è opposto a quello del resto d’Europa.
Considerando che il nostro territorio sarebbe particolarmente indicato per gli impianti, che sostanzialmente richiedono soltanto vasti spazi assolati. Quindi una sicura opportunità di sviluppo del Mezzogiorno e delle Isole dove oggi si discute di calmierare i salari… quantomeno curioso.
Tornando all’Australia possiamo dare le solite impressionanti cifre.
Con un investimento di circa 700 milioni di euro (una cifra ragguardevole ma non folle) verrà alla luce una struttura capace di alimentare 100.000 abitazioni (per circa 200.000300.000 abitanti).
Per fare questo verrà utilizzata un’area vasta 600 ettari di improduttivo deserto australiano.
Il progetto, che verrà seguito a breve distanza da nuove installazioni (ricordiamo che nel paese è già operativa la grande Solar Tower), porterà l’ex colonia britannica a coprire con il sole entro il 2020 il 20% delle proprie necessità energetiche.
E l’Italia dice no a questa grande opportunità.

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