Samsung lancia il primo cellulare interamente biodegradabile

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Le fonti rinnovabili, dal punto di vista letterale, sono quelle risorse naturali al quale l’uomo può attingere in maniera potenzialmente illimitata, purchè si badi a garantirne la rigenerazione.
La risorsa rinnovabile che ha accompagnato da sempre la storia dell’uomo è il legno, che ha fornito materiale per la costruzione ed il riscaldamento, in epoche in cui l’energia elettrica non era ancora conosciuta.
L’epoca moderna, e la necessità di cospicue quantitù di energia hanno spostato l’interesse dell’umanità sulle fonti non rinnovabili, disponibili in quantità limitate ma altamente duttili.
Dal petrolio, l’idrocarburo per eccellenza, l’uomo ha imparato a trarre energia ma anche materiali di uso comune.
In primis la plastica, un elemento dal quale sembra che la nostra società non possa davvero prescindere.
La plastica tuttavia rappresenta una problema consistente in fatto di smaltimento, quando diviene un rifiuto da smaltire.
Se non si provvede al suo riciclo, un rifiuto di plastica non possiede i requisiti di bio-degradabilità di altri materiali, e per quanto interrata rimane nello stesso stato per secoli. Con evidenti impatti ambientali.
Da tempo sono allo studio polimeri di natura vegetale, una via che ovvierebbe alla sete di plastica del mondo, offrendo un’alternativa molto valida e soprattutto altamente bio-degradabile.
La Samsung, azienda attenta all’ambiente, dopo il lancio del primo cellulare a energia solare propone sul mercato uno smartphone bio-degradabile, costruito con una plastica speciale ottenuta dal comune mais.
Una rivoluzione e soprattutto un’idea davvero azzeccata in considerazione del fatto che i prodotti di scarto rappresentano oggi una reale emergenza in fatto di smaltimento.

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