Il progetto MAMBO la via italiana ai Bio-carburanti

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L’utilizzo delle alghe per la produzione dei bio-carburanti è una prospettiva veramente interessante, destinata a rilanciare il ruolo dei carburanti vegetali nel mondo delle fonti rinnovabili, per il momento monopolizzato dal solare e dall’eolico, specialmente nel nostro paese.
Esaminando con attenzione la situazione, si scopre che l’Italia è molto coinvolta nel settore dei bio-carburanti.
Il tessuto industriale degli operatori del comparto è già molto fitto e organizzato.
Nonostante una legge che vieta l’utilizzo del propellente vegetale puro, consentendo solo un utilizzo massimo di un 5% miscelato al gasolio tradizionale, l’Italia è la terza realtà europea del settore, preceduta soltanto da Germania e Francia, agevolate da una legislazione più morbida.
Facendo ulteriori ricerche si scopre che il nostro paese è coinvolto nel settore dai primi anni ’80, e che in questi ultimi tempi l’Università di Firenze ha lanciato lo studio denominato progetto MAMBO, che mira a ottenere il prezioso carburante dalle alghe, che sono organismi vegetali ad alta percentuale di lipidi (10 o 20 volte superiore a quella contenuta nei comuni vegetali da bio-carburanti) che sono l’elemento fondamentale per la produzione dei propellenti.
Questi decisi passi avanti si auspica possano portare a modificare la legislazione vigente, portando al 7% la percentuale di bio-diesel da mescolare al gasolio.
Una misura che si ritiene imminente.
Anche se la speranza effettiva è che in compatibilità con gli obbiettivi del paccheto energia 20 20 20 promosso dall’Unione Europea, la percentuale venga addirittura innalzata al 10%.
Certamente gli studi sono confortanti, e potrebbe non essere cosi azzardato pensare di vedere il settore dedicato al bio-diesel all’interno dei tradizionali distributori di benzina.
Lo auspichiamo tutti.

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