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Hiroshima e Nagasaki, il ricordo della potenza distruttiva del nucleare

http://www.everyscreen.com

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Cade in questi giorni il sessantaquattresimo anniversario di una della pagine più buie della storia umana.
Correva l’anno 1945 e la Seconda Guerra mondiale volgeva al termine.
La Germania di Hitler era stata definitivamente sconfitta, stretta nella morsa delle potenze alleate ad Occidente e dell’esercito russo ad Oriente.
Mentre l’Europa viveva con euforia la fine del più drammatico conflitto della storia, gli Stati Uniti rimanevano impegnati sul fronte orientale, alle prese con l’Impero nipponico che rifiutava di deporre le armi.
La guerra sarebbe verosimilimente durata ancora a lungo.
E fu in questo momento che gli Stati Uniti d’America, presero una delle decisioni più tragiche mai prese.
Da tempo gli USA lavoravano ad un progetto segreto, volto a ottenere energia dalla fissione dell’atomo, un’idea che si era sviluppata in via teorica nei primi del Novecento e che si riteneva potesse essere davvero messa in pratica.
Con un enorme dispendio di risorse, il cosidetto ‘Progetto Manatthan‘ in prossimità della fine del conflitto ottenne i risultati sperati e permise la produzione del primo ordigno ‘nucleare’ della storia.
E i dubbi a questo punto sorgono spontanei.
La seconda guerra mondiale era agli sgoccioli e le possibilità di utilizzare la bomba per lo scopo per cui era stata creata stavano finendo. Per il post-conflitto si profilava la rivalità con il blocco sovietico, e una dimostrazione di forza in questo senso poteva rivestire una certa importanza. C’era un avversario da battere, che non si sarebbe arreso fino alla morte del suo ultimo soldato.
C’erano moltissime ragione per cui il lancio della bomba era auspicabile.
L’infamia era stata scegliere quale bersaglio la popolazione civile di due città densamente abitate.
L’ordigno vene sganciato a distanza di pochi giorni sui centri di Hiroshima e Nagasaki.
Centinaia di migliaia di persone trovarono la morte nello stesso istante dell’esplosione, altre centinaia di migliaia, forse milioni, la trovarono da li a distanza di anni, per i tremedi effetti delle radiazioni.
Oggi appare importantissimo conservare il ricordi di questi tremendi eventi che, cosi lontani nel tempo, corrono il rischio di essere dimenticati.
E ricordarli è importante anche in funzione moderna, in ragione degli eventi recenti che nel nostro paese vedono il ritorno del nucleare quale fonte di approvigionamento energetico.
Certamente l’utilizzo del nucleare a scopo civile non è paragonabile allo scoppio di un ordigno nucleare, ma certamente occorre ribadire la pericolosità della contaminazione radioattiva.
La contaminazione non lascia scampo.
E la sicurezza tanto sbandierata dai moderni impianti è puro illusione, valida solo fino a quando un incidente la smentirà.
In che maniera a contribuito alla storia l’energia nucleare?
Milioni di morti a Hiroshima e Nagasaki, un numero imprecisato di morti per le conseguenze dello scoppio della centrale di Chernobyl.
Lati positivi? Essere stata una delle tante fonti di energia utilizzate dall’uomo in questi anni?
Poniamoci la domanda: con le fonti rinnovabili efficienti ed ne abbiamo realmente bisogno?
Lo dobbiamo alle tante vittime di Hiroshima e Nagasaki che con il loro sacrificio ci ricordano ogni giorno l’assurdità della scelta nucleare.

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