La storia italiana, come si è piu volte detto, è una storia complessa e talvolta incomprensibile.
Oggi un fatto di cronaca spinge il sito nonsolosolare.it a una profonda riflessione sulla rete elettrica italiana, una struttura in molti punti obsoleta che espone il nostro paese ad un costante rischio black-out.
Molti dichiarano che il nucleare ovvierebbe a questo problema. Si dichiare che se il nostro paese non dovesse importare grossi quantitativi di energia dall’estero, in caso di improvvisa sospensione non si verificherebbero conseguenze.
I limiti del nostro sistema, tuttavia, sono apparsi chiari quest’estate per i fatti accaduti in due delle principali mete turistiche italiane: le isole di Capri e di Ischia.
Parlando di isole, all’alba del terzo millennio, si da per scontato che esistano sistemi capaci di dare una totale indipendenza energetica. Che in effetti esistono. Il fabbisogno isolano può tranquillamente essere coperto da installazioni fotovoltaiche ed eoliche, come ci ha dimostrato l’esperienza danese di Samso.
Eppure in Italia non è cosi.
Nel pieno della stagione estiva, nelle settimane centrali del mese di agosto i sistemi elettrici di Ischia e Capri sono collassati lasciando senza corrente gran parte delle strutture dell’isola.
Guasti che sicuramente possono accadere, ma che mettono in imbarazzante evidenza i limiti della rete che fornisce elettricità alle due perle del Golfo di Napoli.
A Ischia il black out è stato generato da un cavo tranciato per errore. Un cavo sottomarino.
Si avete sentito bene, siamo sbarcati sulla luna da 40 anni ma l’approvigionamento di energia di un isola sita a pochi kilometri dalla costa è affidata a un cavo sottomarino.
Potremmo far partire la rivoluzione delle energie rinnovabili proprio dalle isole, ma no, meglio affidare le sorti a un sistema di cent’anni fa, in un mondo in cui sempre più wireless (senza collegamenti via cavo) marciamo in senso contrario.
Il sistema di Capri, dal canto suo, è forse persino peggiore.
In questo caso, oltre ai cavi, abbiamo una centrale elettrica a diesel.
Cha fa parecchio fumo, e che inquina non poco.
E proprio in questa centrale si è verificata una piccola esplosione, avvertita in parte dell’isola.
Concludendo questa situazione appare veramente paradossale in un paese che è ai vertici mondiali nelle fonti rinnovabili e che pretende un ruolo di vertiche in questo campo.
Ognuna di queste storture sa tanto di potenzialità non sfruttata. Il che equivale a darsi la zappa sui piedi.
Il futuro non perdona certi errori.




