Gli anni 30 hanno visto la salita al potere del Comunismo di Mao, con la nascita della Repubblica Popolare Cinese.
Un regime che sulla carta resiste ancora oggi nel paese, anche se nella realtà dei fatti ha allentato la presa da decenni, traghettando il paese versa una lenta e progressiva ‘liberalizzazione’.
Oggi la Cina non è ancora un paese esemplare.
Il suo tallone d’achille sono senza dubbio i diritti umani, più di una volta calpestati (vedi la vicenda del Tibet).
La storia del paese è una storia complessa.
Limitata da un’ecomia collettivista fino agli anni 80, negli anni 90 la Cina ha vissuto una decisa transizione verso l’economia di mercato che ne ha decretato il boom economico.
Con una cospicua manodopera (sempre più qualificata) a basso costo a disposizione e materie prime in quantità il paese ha visto crescere esponenzialmente, di anno in anno, il suo prodotto interno lordo.
Ritmi di crescita percentuale a due cifre e anche quest’anno, un segno positivo di 6-7 punti.
Alcuni addirittura sostengono che il mandarino (l’idioma più parlato in Cina) potrebbe diventare la lingua commerciale per eccellenza, soppiantando definitivamente l’inglese.
In ogni caso questo sviluppo, che ha dell’incredibile, è stato conseguito senza pensare del tutto alle conseguenze.
Le condizioni dei lavoratori cinesi non sono delle migliori, e i salari sono mediamente molto bassi per manteneri bassi i prezzi.
Le aziende cinesi hanno inondato i mercati europei di prodotti che spesso e volentieri si sono rilevati carenti dal punto di vista della qualità per via della tossicità dei materiali impiegati.
L’inquinamento poi ha raggiunto livelli drammatici nel paese, tanto che si è affermato che le misure del protocollo di Kyoto saranno se la Cina, che non ha aderito al protocollo, continuerà a questi livelli.
Proprio oggi inizia un vertice a New York fra gli Stati Uniti e la Cina
E il presidente Obama ha definito senza mezzi termini le tematiche che dovranno interessare maggiormente i due paesi nel prossimo futuro: l’uscita dalla crisi, la lotta al nucleare, l’ambiente.
Obama vede nelle fonti rinnovabili la vera via per svincolare le due potenze dalla dipendenza dal petrolio, e si adopererà affinchè l’idea venga condivisa dall’interlocutore cinese.
Nel frattempo la Cina sta iniziando un piccolo percorso ambientale, volto a contenere l’eccessivo inquinamento del gigantesco parco automobili tramite la promozione di energie pulite.
Questi eventi dimostrano quanto sia diventata obbligata la via delle fonti rinnovabili.
E fa effetto pensare che 2 superpotenze nucleari puntino ora al rinnovabile mentre l’Italia sta andando nella direzione opposta.


