Spagna pioniera del solare termodinamico

da http://www.greenoptimistic.com

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Le assolate pianure andaluse, in estate, vantano temperature superiori ai 40 gradi centigradi. Il territorio di questi luoghi è arido, desertico per certi versi, tanto che numerose produzioni di film western li hanno scelti come scenario per rappresentare il Texas o il Messico. Quelli di Sergio Leone in primis.
Contaminata magnificamente dal mondo arabo, l’Andalusia vive oggi un’esperienza epocale nel campo dell’energia solare: la costruzione e l’inaugurazione di Andalusol1 primo di tre grandi impianti ad energia solare a specchi parabolici di cui si sta dotando la penisola iberica. Le cifre di Andalusol1 sono sorprendenti. Gli specchi, disposti su una superficie di 2 kilometri quadrati, forniranno energia sufficiente per 200.000 famiglie spagnole e risparmieranno al pianeta un grosso numero di tonnellate in termini di emissioni di Co2. Numeri importanti e per gli utenti la certezza di disporre di energia completamente pulita. L’impianto è costruito a poca distanza dalla storica città di Granada.
Un evento a parere di nonsolosolare.it veramente fondamentale, che colpevolmente viene omesso dalle prime pagine dei giornali. L’interrogativo che sorge è: perché l’Italia non fa altrettanto?
La tecnologia termodinamica, è stata una delle bandiere dell’Enea guidata dal premio Nobel Carlo Rubbia.
Rubbia prospettava per il bel paese un radioso futuro grazie a questa rivoluzionaria soluzione.
Poi Rubbia lascia l’Enea e i progetti cadono nel dimenticatoio. Ora lo scienziato sta lavorando per un ente simile proprio in Spagna, che ci sia il suo zampino in Andalsol1?
I paragoni sono inevitabili. La calura intensa di luglio, ci ricorda quanto sia assolato il nostropaese. E ci si chiede come un progetto del genere non trovi applicazione. Nel frattempo la Spagna fa scuola…

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