La storia dell’energia italiana ha vissuto varie fasi.
La prima fase è stata una fase di monopolio statale.
Il comprato energetico italiano, per gli alti costi e per la necessità di essere gestito in maniera ‘globale’ su tutto il territorio, è stato affidato totalmente allo Stato, che ha detenuto il controllo del settore per oltre quasi mezzo secolo.
Grandi enti (Eni per gli idrocarburi ed Enel per l’energia elettrica) fra gioie e dolori hanno scritto la storia del nostro paese in questo campo.
Il 1999 è stato l’anno della svolta, quando il decreto Bersani liberalizzò il mercato dell’energia e determinò un reale terremoto che da una parte passò attraverso la privatizzazione delle industrie monopoliste e dall’altra attraverso l’ingresso di nuovi operatori del settore, anche stranieri.
Se in principio il monopolio è vissuto ben oltre il 1999, dal momento che i nuovi organismi nati dalla privatizzazione vantavano comunque un vantaggio competitivo, determinato da un ‘avviamento’ consistente, col tempo il meccanismo si è messo in moto e la liberalizzazione vera e propria ha potuto decollare definitivamente-
Oggi viviamo una terza fase, se possibile ancora più interessante delle prime due.
Già perchè l’energia se è stata importante negli anni del dopoguerra, quale ‘motore’ del miracolo economico, oggi è diventata un settore strategico per tre fattori fondamentali: l’esaurimento progressivo ma irreversibile del petrolio, lo sviluppo esponenziale delle fonti rinnovabili, la necessità di proporre alternative energetiche in relazione alla problematica delle emissioni di CO2 e del surriscaldamento globale.
Lo strumento più azzeccato per capire verso quale direzione sta andando l’energia in Italia è il web.
Possiamo iniziare un’interessante panoramica, soffermandoci sui siti internet delle principali compagnie energetiche italiane.
A cominciare da ENI S.p.A., la creatura del mai dimenticato Mattei, che oggi è un’industria privata a partecipazione statale.
Se dalla home page, passiamo alla sezione innovazione e tecnologia, ci rendiamo conto di quanto l’azienda, per quanto legata ad un passato ed un presente ‘petrolifero’, oggi è attenta e pronta a lanciarsi nel mondo delle fonti rinnovabili.
Passiamo ora ad ENEL S.p.A., la storia dell’elettrica in Italia e delle grandi industrie idroelettriche. E anche in questo abbiamo la piacevole sopresa di imbatterci in ENEL GREEN POWER, la divisione di ENEL totalmente dedicata alle fonti rinnovabili, con progetti attivi nel solare, nell’eolico, nell’energia geotermica e nelle bio-masse.
E andiamo ad EDISON S.p.A., un dei gruppi elettrici più antichi d’Italia, nato del lontano 1884, che si è visto costretto nel periodo della statalizzazione a riconvertirsi al settore chimico, per poi tornare prepotenetemente in gioco con la legge del 1999.
Ebbene anche il sito di EDISON ha un settore dedicato a ricerca e innovazione, dove si scopre che l’azienda ha obbiettivi quinquennali in gran parte rivolti alle fonti rinnovabili.
Per continuare con EGL ITALIA, che indica nel suo sito il settore ‘energia verde’.
Oppure SORGENIA, che in una pagina del suo sito presenta una mappa delle sue centrali produttive, molte delle quali sono impianti fotovoltaici (nel Sud Italia) e parchi eolici (parte nel nostro paese, parte in Francia).
Solo per citare alcuni operatori fra i maggiori.
E dopo questa piacevole navigazione, un assunto.
Nessuna degli operatori energetici in Italia può prescindere dalle fonti rinnovabili.
Nessuno.
Le compagnie elettriche italiane parlano la lingua del rinnovabile
– 22 luglio 2009Posted in: Altre fonti rinnovabili, Energia eolica, Energia solare


