L’Italia è da sempre un paese fuori tempo, che vive gli eventi in anticipo o in ritardo rispetto a quella che è la tendenza mondiale.
L’Italia è stata fuori tempo, in senso positivo, alla fine del Settecento, quando promosse in anticipo di secoli il dibattitto sull’abolizione della pena di morte:
In senso ugualmente positivo, l’Italia fuori tempo ha iniziato la Seconda Guerra Mondiale guidata da un regime sbagliato, alleandosi con la fazione sbagliata. Prima della fine della guerra, totalmente fuori tempo, l’Italia si accorse del suo errore e terminò il conflitto combattendo per la democrazia e la libertà.
In senso negativo, il bel paese lanciò una politica coloniale negli anni in cui gran parte del mondo colonizzato lavorava per l’indipendenza.
Trascinata dal regime fascista, desideroso di imporre il suo dominio, l’Italia si impegnò in una causa sbagliata, che non faceva parte della sua cultura.
L’Italia sta adesso ripetendo l’errore, nel campo del nucleare.
Con una legge estemporanea, il nostro paese, che ha vissuto anni di prosperità e relativo benessere senza bisogno di ricorrere a questa forma di energia, ritornerà a costruire centrali per far fronte alla sete energetica.
Fuori tempo massimo.
Già, perchè la realtà che stiamo vivendo ci dice che il mondo sta andando da un’altra parte.
Il pianeta che ha vissuto la crisi petrolifera probabilmente poteva vedere nell’energia nucleare una scelta difficile, ma obbligata.
Oggi una scelta del genere è discutibile, folle per certi versi.
Le fonti rinnovabili ci stanno dimostrando giorno dopo giorno il loro potenziale, ci stanno dimostrando che sono convenienti in fatto di costi, di impatto ambientale, in fatto di efficienza.
Totalmente fuori tempo, l’Italia taglia le gambe a questo settore, affidando le sorti energetiche del paese a 4 siti nucleari che verranno costruiti nei prossimi anni. Che daranno sviluppo limitato, specie in termini di occupazione.
E generanno rischio, rischio effettivo.
Non crediamo alle favole che ci raccontano di un nucleare assolutamente sicuro, assolutamente privo di rischi.
Se passiamo vicino ad un centrale con un contatore Geiger ci accorgiamo che il livello della radioattività è ai limiti delle sogli di tolleranza. Ed è un dato di fatto, non un’invenzione. Per non parlare delle scorie.
Oggi, a più di 20 anni dallo spegnimento progressivo dei vecchi impianti, troviamo difficoltà nello smaltimento di scorie risalenti a quel periodo.
Le scorie radioattive rimangono attive per migliaia di anni, i governi stranieri hanno problemi gravissimi in questo senso. In Germania un sito sotterraneo scelto per lo stoccaggio delle scorie si è rivelato inadatto e si teme che a breve possa contaminare l’esterno.
E gli incidenti, le fughe di materiale radioattivo, ci sono ancora oggi.
Pochi giorni fa è avvenuta la tragedia dello scoppio della cisterna carica di GPL.
Cosa ci fa pensare che siamo al riparo dalle fatalità nel campo del nucleare?
Siamo in ogni caso fuori tempo. Come sempre.
Mentre noi decidiamo di tornare al nucleare, gli USA lanciano un piano aggressivo sulle fonti rinnovabili, la Germania e la Spagna scelgono decisamente l’energia solare, i paesi del Nord puntano all’eolico. Il Brasile sui bio-carburanti.
Fuori tempo. Come sempre.
Italia nucleare: fuori tempo massimo
– 11 luglio 2009Posted in: Altre fonti rinnovabili, Energia eolica, Energia solare



Il business di pochi contro la salute di tutti!