E’ un progetto ambizioso e lungimirante, che può cambiare drasticamente il destino dell’umanità nel campo dell’approvigionamento energetico.
Aree molto diverse per storia e cultura possono oggi seriamente collaborare per il raggiungimento di un nobile scopo: l’indipendenza dell’umanità dai combustibili fossili.
Per il momento si tratta di teorie di studiosi del campo. Che comunque convergono tutte nella stessa direzione.
Oggi la rete energetica mondiale vede i paesi del Medio Oriente, Nord Africa, Russia, Usa e Cina quali produttori che da soli forniscono l’energia al resto del pianeta. Salvo rare eccezioni.
La geografia della produzione energetica sta però per spostarsi, coinvolgendo in primis il vecchio continente, relegato negli ultimi decenni al ruolo di consumatore.
Da più parti si prospetta una struttura di questo tipo:
1) Il Sub-Continente Sahariano e ed il Medio Oriente
Questi territori verrebbero destinati all’installazione di grandi impianti ad energia solare (di tecnologia termodinamica) che da soli basterebbero a rifornire il fabbisogno delle zone in cui operano e contestualmente genererebbero un surplus consistente da inviare in Europa. Le stesse tecnologia potrebbero facilmente essere impiegate allo scopo di ‘climatizzazione’ per generare ‘frescura’ di cui l’Africa necessita abbondantemente, e anche nella ‘dissalatura’ delle acque, prospettiva interessante in un momento in cui la tendenza è una progressiva diminuzione delle riserve di acque dolci.
Un investimento che costerebbe complessivamente diverse centinaia di miliardi di euro, ma che garantirebbe l’abbassamento consistente del costo per kilowatt dell’energia prodotta dal solare.
2) La Costa Atlantica
Riconosciuta come una zona battuta da venti forti e costanti, la costa che si affaccia sull’Oceano potrebbe essere disseminata di impianti eolici tradizionali ed eolici off-shore.
3) Le Alpi
Vedrebbero proseguire la tradizione nell’idroelettrico, migliorando nell’efficienza gli impianti già esistenti
4) L’Italia, la Spagna ed il Centro Europa
Zone assolate adatte a impianti sia fotovoltaici che termodinamici, formerebbe una struttura indipendente da quella africana che anche in questo caso abbasserebbe i costi complessivi.
5) Nelle restanti zone
Impiego di energia geo-termica, sia nei siti che dispongono naturalmente di questa risorsa, sia nei siti in cui il getto di vapore geotermico viene creato artificialmente.
Impiego di biomasse e agri energie, nei luoghi adatti e con massima attenzione al rispetto del territorio.
Una rete di questo genere metterebbe fine ad ogni tipo di problemi e, forse, avvicinerebbe popoli per troppo tempo divisi dalla storia.
Europa – Africa – Medio Oriente per le fonti rinnovabili
– 6 luglio 2009Posted in: Altre fonti rinnovabili, Energia eolica, Energia solare, News e Varie


