Il problema delle emissioni di anidiride carbonica, dello sviluppo delle energie pulite, del riciclaggio dei materiali sta diventando in questi ultimi anni un problema comune di produttori, consumatori, enti pubblici e altri organismi.
Gli interventi volti a porre rimedio alle problematiche di cui sopra sono interventi spesso indiretti, che puntano più che altro a creare le condizioni perchè un dato evento si verifichi.
Un esempio pratico: gli impianti fotovoltaici ricevono degli incentivi per essere installati, ma lo Stato non impone la scelta a nessuno. In sostanza l’energia rinnovabile viene promossa nelle speranza che questo induca i cittadini a orientarsi verso questa via. Spesso, forse erroneamente, si indica il privato cittadino come il soggetto che deve cambiare i propri atteggiamenti per far fronte alle problematiche legate all’ambiente. Sicuramente il piccolo consumatore deve fare la sua parte nel contenere le emissioni di CO2, riciclare i rifiuti, utilizzare le fonti rinnovabili.
Tuttavia il peso maggior impatto sulle tematiche ambientali deriva senza dubbio dalle aziende, da tutti i soggetti produttori che con le loro azioni di qui ai prossimi anni faranno veramente la differenza. In positivo o in negativo.
Greenpeace, l’organizzazione internazionale che ha fatto dell’ambiente una ragione di vita, propone oggi una classifica denominata ‘ECO-GUIDA AI PRODOTTI ELETTRONICI‘ che raccoglie i maggiori produttori mondiali del campo, dal più virtuoso in campo ambientale. I parametri sono diversi e classificano le aziende in ragione del loro impegno nella riduzione di emissioni di CO2, quelle che operano campagne di ritiro dell’usato volte al riciclaggio dei materiali, quelle che si impegnano a bandire materiali tossici dalle produzioni, quelle che si adoperano ad un impiego.
Si scoprono scenari interessanti, e soprattutto si scopre che l’oggetto di maggiore utilizzo della nostra società, il telefono cellulare, è centrale nell’attribuzione dei punteggi di questa speciale classifica.




