Atlantropa: l’utopia energetica degli anni 20

Atlantropa è un piano di natura monumentale ideato dall’architetto tedesco Herman Sorgel, che nel 1927 propose al mondo la sua mirabolante idea per risolvere definitivamente i problemi del pianeta.
Gli anni 20 erano sicuramente anni difficili per il pianeta.
Anni immediatamente successivi la fine del primo conflitto mondiale, anni che videro il verificarsi della più grande crisi economica mai verificatisi.
Il contesto in cui viene elaborata l’idea è quello della repubblica tedesca di Weimar, un paese affossato dai debiti di guerra in cui l’inflazione tocca livelli spaventosi, e la povertà dilaga.
Una serie di eventi che creano i presupposti per concepire Atlantropa, un progetto che a distanza di quasi un secolo ci appare quantomeno azzardato.
Si tratta di un articolato piano che prevedeva in primo luogo la chiusura del Mar Mediterraneo tramite apposito strutture poste allo stretto di Gibilterra, nel Bosforo e nei Dardanelli e nel Canale di Suez.
L’acqua, non avendo pù alcuna possibilità di defluire sarebbe evaporata, diminuendo di circa uno-due all’anno.
L’obbiettivo era di raggiungere, anche tramite l’aiuto di apposite pompe, l’abbassamento del livello di circa 100-200 metri, un livello che avrebbe garantito l’emersione di nuovi territori da colonizzare e dedicare a nuove coltivazioni.
Lo stretto di Gibilterra avrebbe ospitato un grande complesso idroelettrico, capace di fornire il 30% del fabbisogno europeo del tempo .

http://www.phoenix.de

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Attorno alla Sicilia le nuove terre emerse avrebbero di fatto separato il nuovo Mediterraneo in 2 bacini distinti.
Il progetto avrebbe interessato anche l’Africa.
Tramite un’imponente diga costruita sul fiume Congo Sorgel progettava di irrigare il Sahara.
Il progetto, mirava anche a scongiurare guerre e conflitti, perchè i popoli conivolti avrebbero necessariamente dovuto collaborare per la filosofia stessa del progetto.
Atlantropa non trovò seguito, nonstante Sorgel tentà di proporre l’idea alla Germania nazista e all’Italia fascista.
Oggi guardiamo con il sorriso a quest’esperienza.
Un’esperienza che se da una parte si faceva carico di cercare una soluzione ai problemi del pianeta (anche a quelli energetici), dall’altro non si curava minimente dei risvolti ambientali di una modifica così radicale del territorio.
E’ comunque giusto rendere pubblico una pagina di storia, forse non ancora molto conosciuta.

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