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Ideata la versione ‘domestica’ dell’impianto solare termodinamico a concentrazione
Questo blog ha già parlato di questa variante di impianto ad energia solare in un precedente articolo.
Poichè le notizie si susseguono, e in questo capo le innovazioni appaiono ormai all’ordine del giorno, nonosolosolare è lieta di annunciarvi la imminente produzione e commercializzazione del termodinamico a vocazione ‘domestica’.
Se la notizia appare di per se entusiasmante, ancor piu entusiasmante è sapere che il prodotto derivato dagli studi di Zhores Alferov (nobel per la Fisica nell’anno 2000) è stato realizzato da una celeberrima industria italiana, che da tempo concentra i propri sforzi sul risparmio energetico e la realizzazione di idee innovative.
Lo scienziato russo più volte si è detto ottimista circa l’impiego di questo tipo di energia, prospettando scenari incredibili che vedrebbero in meno di un secolo il fabbisogno energetico completamente soddisfatto dagli impianti a concentrazione.
Teorie concordi, prospettano per il Sahara il ruolo di grande centrale solare che fornirebbe all’Europa energia in abbondanza per mezzo di cavi ad alta tensione posati sui fondali del Mar Mediterraneo.
Ipotesi suggestive ma di giorno in giorno più concrete.
L’impianto ‘domestico’ a concentrazione, laddove si verifichi veramente efficiente, può risolvere i problemi annosi del fotovoltaico.
Al di là del costo di partenza, che potrebbe rivelarsi comunque abbastanza elevato, i nuovi impianti garantirebbero continuità nell’erogazione di energia (a prescindere dalle ore di luce), garantirebbero risparmi in termini di peso e trasformerebbero le comuni abitazioni in piccole centrali ad altro rendimento.
I primi prototipi saranno presto resi disponibili dall’azienda italiana e verrano montati in un’ospedale di un’isola caraibica.
L’impiego nelle nostre abitazioni potrebbe essere più lontano.
Non resta che aspettare.
Meno di cento anni si intende.


