L’Iran e il nucleare

da www.sportlive.it

da www.sportlive.it

Le grandi potenze economiche mondiali, per quanto non disdegnino l’utilizzo del nucleare, certamente negli ultimi tempi ne stanno ridimensionando considerevolmente il ruolo e decisamente stanno spostando il loro interesse verso le nuove forme di energia.
Tuttavia, fra i paesi in via di sviluppo, dove sono presenti ancora sacche di povertà talvolta estrema, si assiste al fenomeno contrario. Pensiamo alla Corea del Nord, ma soprattutto pensiamo all’Iran.
Il paese un tempo veniva chiamato Persia, che in questi giorni calamita l’attenzione dei media a causa dei disordini immediatamente successivi alle ultime elezioni, è un paese particolare contraddistinto da una storia anticihissima e da eventi unici nel proprio genere. A cominciare dalla forma di governo, un repubblica islamica, i cui capi supremi sono anche al vertice della gerarchia religiosa. Un caso unico nel suo genere, in piena antitesi con la storia mondiale recente. Gli eventi recenti ci mostrano un Iran, governato da un Presidente e una corrente politica di stampo integralista, che si getta in una corsa disperata al nucleare civile per sfuggire alla dipendenza dal petrolio.
Si ma come si è arrivati a questo punto? E non stiamo parlando forse di uno dei maggiori produttori di greggio? In realtà non tanto perchè il paese autoconsuma una buona fetta della sua produzione.
In più il mercato globale ha innescato un processo malsano che rende i paesi fornitori di greggio deboli.
I prezzi, mantenuti artificialmente bassi, finiscono per arricchire pochi individui senza portare reali benefici all’economia nazionale. Stime attuali dicono che l’Iran avrebbe redditività solo da un petrolio ben oltre i 130 dollari al barile.
Appare chiaro che in un contesto del genere sembra che sia il resto del mondo a spingere paesi come l’Iran a orientarsi verso l’atomo, e non tanto i presunti progetti di una fantomatica costruzione di un ordigno. Un’ipotesi non campata in aria intendiamoci.
E’ indubbio, indipendentemente dai giudizi morali che non interessano assolutamente a questo sito, che la repubblica iraniana non sia un esempio di democrazia, siamo verosimilmente in presenza di un entità nazionale che vive un periodo di profonda instabilità e di non pieno rispetto dei diritti umani.
Tuttavia occorre capire percè l’Iran creda che il nucleare a scopi civili potrebbe davvero servire.
Il materiale fissile sarebbe di provenienza russa e l’arricchimento dell’uranio verrebbe gestito direttamente nel paese.
Il pericolo di un attacco nucleare? Non cosi remoto come si pensa, ma quale piccola nazione lancerebbe il primo missile con la prospettiva di trovarsi tutti contro ed essere raso al suolo in un batter d’occhio?
Niente più guerra fredda, ma l’equilibrio del terrore funziona ancora eccome.
Casomani il problema iraniano è il futuro.
Un futuro in cui il paese deve necessariamente essere condotto ad una svolta democratica dalla comunità internazionale.
Una comunità internazionale che deve offrire all’Iran prospettive di sviluppo, che partano da una gestione maggiormente redditizia del petrolio rimasto e la creazione delle basi per uno sviluppo economico duraturo.
Il nucleare è oggi un luccicante specchietto per le allodole, un falsa scorciatoia imbracciata come una bandiera da una fazione politica intengralista verso uno sviluppo che non ci sarà.

About Nonsolosolare